Emergenza povertà, in Campania pronti aiuti per 100 milioni. I sindacati: «Poi sono finiti i soldi»

Salvatore Dare,  

Emergenza povertà, in Campania pronti aiuti per 100 milioni. I sindacati: «Poi sono finiti i soldi»

Per l’emergenza povertà, a stretto giro, la Regione Campania definirà un nuovo piano di aiuti di quasi 100 milioni di euro. Ma i fondi a disposizione sono quasi terminati e per affrontare un’altra crisi urgono trasferimenti dal governo. E’ ciò che è venuto a galla dall’incontro che si è tenuto ieri tra le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil Campania e l’assessore regionale all’istruzione e alle politiche sociali, Lucia Fortini.

«Nel corso dell’incontro – spiega  la segretaria confederale Camilla Bernabei – abbiamo avuto chiarimenti rispetto alla riprogrammazione dei servizi, alla luce di eventuali economie e residui di spesa oltre che ai provvedimenti che la Regione intende mettere in campo in vista del rischio di un imminente nuovo lockdown e in considerazione del suo impatto sulla popolazione già duramente colpita dagli effetti della prima ondata, con l’aumento della povertà, delle fragilità e della marginalità in molte fasce di popolazione. Sulla questione povertà la Regione Campania ha anticipato che saranno a disposizione tra i 90 e 100 milioni di euro sul prossimo piano, con la necessità di definire nuove linee guida con il contributo delle organizzazioni sindacali. Sul tema degli assegni di cura, sono state inoltre sottolineate le difficoltà collegate al raccordo delle unità di valutazione integrata (Uvi) e l’impegno della Regione Campania di mettere in dialogo i diversi attori per un maggiore raccordo». Pesa però la mancanza di ulteriori risorse economiche. «L’assessore Fortini – prosegue Bernabei – viste le difficoltà del momento ha convenuto sull’ipotesi dell’insediamento di un tavolo informale di discussione. Ha sottolineato, come si temeva, l’assenza di nuove risorse disponibili, confermando che la Regione Campania ha impegnato tutto quanto a propria disposizione per affrontare la prima fase dell’emergenza. Pertanto, senza il necessario intervento governativo, la Regione non è in grado di far fronte a una nuova crisi, se non con il nuovo bilancio 2021 che è in fase di elaborazione. Infine l’assessore regionale ha ipotizzato la necessità di una riforma della legge 11/2007 per la dignità e la cittadinanza sociale, per la riorganizzazione degli ambiti sociali». Ecco perché adesso si attende un intervento del governo, come d’altronde già chiesto dal governatore Vincenzo De Luca. «Dalla discussione odierna – evidenzia la segretaria confederale Cgil Campania – sono emersi i limiti della politica dei bonus e la necessità di riorganizzare l’offerta. Inoltre è stata sollecitata l’amministrazione regionale a fornire chiarimenti ulteriori rispetto alle ordinanze emesse e agli impatti sui servizi (educativa e infanzia, ma anche assistenza ai disabili e agli anziani).  Nel ribadire le difficoltà di concertazione territoriale, determinate dai ritardi del governo nel finanziare le politiche sociali nei tempi previsti dalla normativa, si è constatato che in questo momento l’unica azione possibile è la riprogrammazione delle attività dei piani di zona e dei residui di spesa in capo agli ambiti».

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