Ascione sfida Savarese, faida nel Pd a Torre Annunziata

Giovanna Salvati,  

Ascione sfida Savarese, faida nel Pd a Torre Annunziata

Diciotto firme per chiedere al segretario provinciale del Partito Democratico Marco Saracino e Leo Annunziata, segretario dei Dem per la Campania, il nuovo congresso cittadino a Torre Annunziata. Non si placa il terremoto politico nella sede di corso Vittorio Emanuele III. E’ spuntata ieri pomeriggio una lettera di 40 righe all’interno delle quali il primo cittadino Vincenzo Ascione e i suoi fedelissimi chiedono la testa del segretario Francesco Savarese. «Gli effetti devastanti della pandemia – si legge nella nota – il tributo di vite umane e le condizioni preoccupanti di migliaia di persone colpite dal virus, i danni economici e sociali della fase che stiamo vivendo impongono un approccio di grande consapevolezza e grande responsabilità nelle scelte e nelle relazioni politiche e anche nelle attività di direzione del partito». Inizia così la lettera che punta a colpire il segretario accusandolo di un’assenza all’interno del partito in un momento difficile. «Purtroppo però c’è chi non avverte la stessa esigenza – scrivono – la persistenza di un clima pesante sotto l’aspetto umano, l’autosospensione del quasi totale gruppo consiliare e dell’intera rappresentanza delle giunta, le lacerazioni all’interno già decimati, gli attacchi sulla stampa alla giunta costituiscono fatti ai quali non si può far finta di non vedere e sentire». Da qui la richiesta del congresso. «Per questo chiediamo l’apertura immediata del congresso del circolo in primis». Inoltre chiedono una riflessione sul mandato politico: una zappa sui piedi per lo stesso Ascione che seppur firmatario del documento dimentica il fallimento della sua giunta acclarato anche dalla gestione che in questi mesi lo ha visto finire più volte nel mirino. Infine si appellano al processo di nuovo radicamento sociale e culturale con il contributo di tutti i livelli istituzionali e politici. Anche questa una nota dolente visti i problemi che da anni restano irrisolti, come l’emergenza crolli e la gestione fallimentare de Quadrilatero delle Carceri che resta il simbolo della mala politica. Le parole che rimbombano nel documento sono quelle di «sordità», «velleità» chiudendo la nota con un appello all’unità. Quella che però, a conti fatti, non è tra gli obiettivi dei firmatari.  Una battaglia lunga mesi e che ancora una volta riporta il partito al punto di partenza. Le firme che si leggono nel documento sono in primis quella del sindaco e del vicesindaco Ammendola, attaccato alla sua delega che nonostante il rimpasto continua a non voler mollare. E ancora: Raffaele Ricciardi, ex consigliere silurato alle ultime elezioni, Salvatore Avvisato ex segretario-netturbino dei Giovani Democratici, Francesco Bisogno, ex assessore nell’esecutivo dell’ex sindaco Giousè Starita, l’ex consigliere comunale Antonio Gagliardi e padre dell’attuale portavoce del sindaco e altri consigliere del Pd attualmente in carica e membri del direttivo.

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