Covid, tutti contro i medici di base: “Alcuni sono disertori”

vilam,  

Covid, tutti contro i medici di base: “Alcuni sono disertori”
Un ambulatorio chiuso per sciopero. FRANCO SILVI/ANSA/TO

Una bufera investe i medici di famiglia nei giorni in cui aumentano i positivi e la curva dei decessi sale in maniera clamorosa. Tanto che il Governo scende in campo e annuncia novità nella gestione della medicina territoriale: “Diverse Regioni hanno approntato protocolli” per i medici di medicina territoriale, “Agenas sta lavorando a un protocollo che verrà distribuito. È stata fatta una commissione che sta lavorando, e credo che a brevissimo vi sarà non solo un protocollo condiviso, ma anche l’appropriatezza di linee guida per i ricoveri” le parole del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, parlando dell’assenza di protocolli per i medici di medicina territoriale. Finiscono sotto accusa anche per la gestione dei tamponi. “Hanno tanti assistiti è necessario che i medici di famiglia debbano fare i tamponi”. Parole che, però, la categoria non prende bene. L’idea che, all’interno dei camici bianchi che si occupano di medicina territoriale, vi possano essere dei disertori non piace ai medici che credono ancora nel giuramente di Ippocrate. Molte famiglie, ad esempio, denunciano l’assenza dei medici di base durante questo periodo. “Sono due settimane che, io positivo – racconta un ammalato di Covid – non ricevo nemmeno una telefonata dal mio dottore” il racconto di un assistito che vuole restare anonimo. Nel frattempo, però, sono proprio i medici di base a lanciare un allarme. Preoccupati per le ripercussioni anche sul sistema di tracciamento dei positivi: “La zona rossa in Campania è necessaria. Anche per un periodo non lungo. Serve bloccare tutto per frenare il contagio da Covid-19 che sta galoppando. I numeri stanno mettendo in difficoltà tutti i sistemi: territoriale, d’emergenza, ospedaliero. Basterebbe fermare tutto almeno per 15 giorni”. A chiederlo, è Luigi Sparano, segretario provinciale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) della provincia campana. “I numeri stanno aumentando enormemente nella Regione – continua Sparano – ed è questo a mettere in crisi il sistema dell’assistenza. Il problema non è legato all’inefficienza degli operatori ma all’aumento dei casi che mettono in crisi ogni tipo di organizzazione. Bloccare tutto, anche se per poco, aiuterebbe a ridurre ‘l’onda d’urto continua’ che sta esponendo tutti l contagio. I medici in particolare, con il rischio di ridurre ancora di più il personale dedicato all’assistenza. Sarebbe prudente chiudere almeno per due settimane”, dichiara Sparano. “Le immagini delle ambulanze in fila davanti agli ospedali fanno certamente rabbrividire – sottolineano – ma non ci dimentichiamo che per quei 2mila pazienti ricoverati, dei quali si occupano i medici ospedalieri, ce ne sono circa 20mila che trovano cura grazie al lavoro dei medici della medicina generale. I dati che arrivano dal territorio, anche dal confronto con le cooperative dei medici della Asl Napoli 2 Nord, dei territori della provincia, dal Nolano alla Penisola Sorrentina, dalla zona vesuviana e dall’intera Citta’ metropolitana, ci confermano un importante incremento dei pazienti gestiti in sorveglianza domiciliare. Pazienti che – evidenziano – seppur poco sintomatici o asintomatici, hanno bisogno di un continuo monitoraggio e confronto con il proprio medico di famiglia. Invece di polemizzare e demonizzare una categoria, sarebbe meglio concentrasi sull’assistenza” conclude.

CRONACA