Il dottor De Liguoro: “In trincea 12 ore al giorno, eppure siamo sott’attacco”

vilam,  

Il dottor De Liguoro: “In trincea 12 ore al giorno, eppure siamo sott’attacco”

«Noi siamo capro espiatorio di un sistema che sta andando al collasso. Ma non ci sto a far passare i medici di famiglia come degli scansafatiche che non si preoccupano del terribile momento che stiamo vivendo». Paolo De Liguoro è un medico di base di Ercolano. Sul suo profilo social qualche giorno fa ha pubblicato un post in cui ha snocciolato i numeri di un impegno quotidiano.  “Ho richiesto 18 tamponi, ho fatto ambulatorio di 6 ore, 17 visite su prenotazione e 2 emergenze, 140 ricette, ho richiesto 6 bombole di ossigeno, ho effettuato con la mia infermiera 12 vaccini antinfluenzali e 4 antipneumococcici,  abbiamo risposto a 92 telefonate su postazione fissa e su cellulare, ho letto e risposto a 45 WhatApp, ho rilasciato 7 certificati di malattia“. Secondo il medico di base la situazione è insostenibile. “Ormai è indipensabile una stretta per evitare decine di  morti anche in Campania”. De Liguoro oltre ad essere un medico è anche giornalista pubblicista. “Domenica scorsa sono andato a documtnare con all’esterno del Cotugno, del Cardarelli ad assistere a uno spettacolo indecoroso. Gente su via Caracciolo a farsi i selfie e malati curati nelle auto dagli infermieri” l’urlo del medico ercolanese. Che spiega anche per quale motivo, secondo lui, i medici di base siano finiti nel mirino: “Perchè c’è stato uno scaricabarile sin dal primo momento. I medici di base, in questa guerra, non sono stati sostenuti nella loro azione. Siamo stati spediti al fronte con coltello e forchetta. Nella prima ondata senza dpi, tanto è vero che la maggior parte di decessi tra i camici bianchi sono medicina generale. Poi si capì che se il medico di famiglia si infettava a sua volta infettava altri pazienti. E quindi ci è stato detto di non andare a casa nella prima fase”. L’apertura dell’estate ha fatto il resto: “Adesso c’è un corto circuito tra i numeri della politica e i numeri reali della sanità” spiega de Liguoro che attacca: L’anello debole di questa catena è la medicina generale. Facile additarci come coloro che non lavorano. Se, però, devo anche aggiornare dodici piattaforme, fare il burocrate, vaccinazioni, certificare malattie e invalidità, test rapidi per le scuole: su quanti campi devo esercitare? Ora anche il tampone in ambulatorio. Ma chi decide queste cose sa cosa facciamo nei nostri ambulatori e come sono fatti?”

CRONACA