Ercolano, parte il Buonajuto bis. Consiglio dentro il Mav: «La cultura motore della rinascita»

Alberto Dortucci,  

Ercolano, parte il Buonajuto bis. Consiglio dentro il Mav: «La cultura motore della rinascita»

Ercolano. Ha scelto un luogo-simbolo dell’emergenza sanitaria per «inaugurare» ufficialmente il suo secondo mandato da sindaco: il museo archeologico virtuale, chiuso per frenare la diffusione del Covid-19 all’ombra del Vesuvio. Un patrimonio culturale della città degli Scavi trasformato per un giorno – dietro preciso input di Ciro Buonajuto, vincitore con percentuali bulgare delle ultime elezioni – in assise cittadina: il Mav ha riaperto, infatti, i battenti per ospitare la prima seduta del nuovo consiglio comunale di Ercolano. Una scelta dettata dalla necessità di garantire adeguate distanze di sicurezza tra i 24 consiglieri comunali e, al tempo stesso, lanciare un messaggio chiaro e diretto: «In questo momento così delicato e difficile, abbiamo voluto ribadire con forza e determinazione il valore della cultura per il nostro territorio – le parole del leader locale di Italia Viva -. La cultura è stata e deve restare il motore della crescita e dello sviluppo del nostro territorio». Un vero e proprio mantra durante i primi 5 anni alla guida dell’ente di corso Resina, durante cui Ercolano è stata due volte candidata – in entrambi i casi, sconfitta al fotofinish – alla carica di capitale italiana della cultura. «Abbiamo voluto simbolicamente riaprire un museo oggi chiuso a causa della pandemia perché è attraverso la cultura si riesce a ottenere una crescita sia economi sia sociale», i concetti espressi dal vice presidente nazionale dell’Anci. Pronto poi a ricordare i numeri degli ultimi dieci anni di lotta alla camorra all’ombra del Vesuvio – 500 arresti capaci di decapitare tre clan, 40 ergastoli a boss e fiancheggiatori del racket – e rilancio turistico, con vertiginoso aumento di strutture ricettive e posti letto.

Le schermaglie In un clima inevitabilmente diverso rispetto alle abituali sedute dell’assise, il sindaco – una volta proclamati gli eletti in consiglio comunale – ha letto le linee programmatiche dei futuri 5 anni dell’amministrazione comunale. Un piano snocciolato davanti alla giunta fresca di nomina – al momento «orfana» dell’ultima quota rosa, il Pd potrebbe rompere gli indugi entro le prossime 48 ore – e costretta a fare a meno dell’assessore Gioacchino Acampora, positivo al Covid-19 e attualmente in isolamento domiciliare. Entrando nel vivo della discussione, la maggioranza ha provato a eleggere il capo dell’assise. Ma la scalata di Luigi Simeone alla poltrona già occupata durante il primo mandato da sindaco di Ciro Buonajuto si è infranta contro i numeri: il braccio destro del primo cittadino – eletto con il Pd – si è fermato a quota 14 voti, mancando l’obiettivo delle 16 preferenze necessarie per l’elezione al primo colpo. La votazione è stata poi rinviata alla prossima riunione, verosimilmente all’inizio della prossima settimana. Decisi, invece, i componenti della commissione elettorale comunale: i «titolari» della carica saranno Emilia Dorio (Greta), Ciro Acunzo (Dc) e Loredana Scarcella (Pd); i supplenti Colomba Formisano (candidata sindaco), Michele Simeone (Popolo Ercolanese) e Ciro Santoro (Italia Viva). Infine, delega fuori giunta allo sport per Aniello Iacominco (Popolo Ercolanese).

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