Sorrento, Fiorentino fuori dal consiglio. Ipotesi ricorso: «Elezioni da annullare». Il sindaco: «Sono sereno»

Salvatore Dare,  

Sorrento, Fiorentino fuori dal consiglio. Ipotesi ricorso: «Elezioni da annullare». Il sindaco: «Sono sereno»

L’ex sindaco di Sorrento Marco Fiorentino non è stato proclamato consigliere comunale. Lo ha deciso l’ufficio elettorale centrale. Nella decisione pesa la condanna inflitta all’ex primo cittadino per la tragedia del primo maggio 2007 quando una gru, in piazza Sant’Antonino, crollò e uccise due donne. In consiglio, il posto di Fiorentino spetterebbe al nipote Antonino, che intanto è stato nominato assessore. Dunque il seggio dell’ex sindaco verrà occupato da Rossella Di Leva, candidata non eletta della lista “Energie per Sorrento”. Sulla mancata proclamazione di Fiorentino sale la tensione per un possibile ricorso al Tar della Campania (lo può fare solo un residente) che, in caso di accoglimento, potrebbe invalidare le elezioni Comunali dello scorso settembre che hanno visto trionfare il neo sindaco Massimo Coppola (che ha sconfitto al ballottaggio Mario Gargiulo). Dell’istanza se ne stanno occupando alcuni legali anche se ufficialmente nessun politico “rivendica” la paternità del possibile ricorso.

Gargiulo, battuto al ballottaggio da Coppola che ha beneficiato dell’appoggio esterno di Fiorentino, ha già dichiarato di non voler ricorrere al Tar, stesso discorso per i suoi candidati e sostenitori. Si vedrà. In tanti guardano, senza esporsi, alle iniziative di Bruno Morelli – figlio di Claudia Fattorusso Morelli e cognato di Teresa Reale – che contesta la regolarità della competizione elettorale e la posizione di Fiorentino tanto da aver già inviato esposti alla commissione elettorale circondariale, alla Prefettura di Napoli e al ministero degli interni. Morelli sostiene che Fiorentino era incandidabile (e non ineleggibile, come invece fatto filtrare dell’amministrazione, sinora però gli atti delle proclamazioni, risalenti a martedì, sono top secret) e che non poteva presentarsi alle elezioni alla luce della sentenza del febbraio 2017 con cui la Corte d’Appello ha ricalcolato in un anno e sei mesi la pena dell’ex primo cittadino. E’ un dispositivo definitivo, passato in giudicato. Ma rappresenta pure, per Morelli, una causa ostativa non dichiarata da Fiorentino all’atto dell’accettazione della candidatura né rilevata dall’ufficio preposto all’esame delle liste. Per la tragedia, Fiorentino è stato imputato per omicidio colposo, lesioni colpose e omissione d’atti d’ufficio: nel novembre 2015 la Cassazione rinviò in Appello la posizione di Fiorentino per rideterminare la pena. Motivo? La prescrizione dei reati di lesioni colpose e omissione d’atti d’ufficio. Nel febbraio 2017, la Corte d’Appello ha sancito in 18 mesi la pena per il reato di omicidio colposo. Per Morelli, è un atto che rende incandidabile Fiorentino. Ora la mancata proclamazione e un atto che può divenire cruciale per un ricorso al Tar. Sulla vicenda, Coppola si dice «sereno perché eletto con un risultato incontestabile. In ogni caso non ritengo utile per la città, in un momento del genere, alimentare tensioni»

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