Boscoreale senza sindaco: “Aprire una crisi è da irresponsabili”

Pasquale Malvone,  

Boscoreale senza sindaco: “Aprire una crisi è da irresponsabili”
Il sindaco Diplomatico

Nel bel mezzo di una pandemia mondiale, a Boscoreale ci mancava solo la crisi politica di maggioranza, che ha spinto il sindaco Antonio Diplomatico alle dimissioni a tempo. Venti giorni che serviranno per rimettere insieme i cocci di un esecutivo in preda ad una crisi di identità.

Una crisi politica nel ben mezzo di una pandemia.

«Stiamo vivendo uno dei periodi più difficili della nostra storia. Si fa ancora fatica a capire le conseguenze che il Covid-19 avrà sulla società, e in particolare sulle persone più fragili. E’ una situazione drammatica con prospettive catastrofiche sia da un punto di vista economico che sociale.Questo era il momento in cui occorreva essere più responsabili».

Da quanto tempo stava meditando le dimissioni?

«Quando ho saputo di queste trame non così oscure e volendo evitare di trovarmi tra beghe politiche che non mi appartengono, ho cominciato a pensare se ne valesse davvero la pena proseguire».

Quando ha saputo del tentativo di sfiducia?

«L’ho verificato in consiglio comunale quando nella seduta di lunedì scorso è stata messa in scena, dai cinque consiglieri appartenenti al gruppo di Forza Italia, una pantomima come dimostrazione di forza. Si sono accaniti su una delibera a favore delle manutenzione delle scuole, facendo mancare il numero legale. E’ stato un atto sconsiderato tenendo conto che si trattava di una variazione di bilancio a favore dei nostri bambini».

Chi c’è dietro?

«Dalle dimissioni dell’assessore di riferimento al consigliere Costabile alla costituzione del gruppo consiliare di Forza Italia, fino ad arrivare al tentativo di destabilizzazione nel Pd».

Ha venti giorni di tempo per ricucire lo strappo e tornare di nuovo alla guida del paese. Si sente fiducioso

«Sono semplicemente sereno perché ho fatto tutto quello era possibile fare e anche molto di più, considerando le difficoltà economiche e la carenza di personale. E tutto sempre a favore dei cittadini con un grande senso di responsabilità e nel pieno rispetto della legalità».

Sarebbe disposto a perdonarli?

«Io sono disposto a continuare, come ho fatto fino ad oggi: agendo solo nell’interesse di cittadini, senza guardare il colore politico. Ma in difesa dei loro diritti».

Non porterebbe rancore?

«Io sono cristiano praticante e l’odio non mi appartiene. Questo non vuol dire che sono disposto a calpestare i miei valori».

E se le consultazioni dovessero fallire, non le dispiace andare a casa prima della fine del mandato?

«Tornerei a casa con la coscienza pulita, ma mi dispiacerebbe per quei cittadini soprattutto più indifesi per i quali ci siamo impegnati per erogare ristori durante questo periodo»

Ha qualche rammarico?

«E’ quello di aver capito che da troppi anni al comune di Boscoreale si è vissuto alla giornata, senza guardare oltre la propria punta del naso. Chi mi ha preceduto, ha beneficiato di fondi inaspettati, milioni di euro che sono stati sprecati, mentre si poteva fare una programmazione più lungimirante.

CRONACA