L’allarme del direttore del Covid Hospital di Bosco: «A De Luca arrivano dati sbagliati. La gente muore prima di arrivare in ospedale»

Tiziano Valle,  

L’allarme del direttore del Covid Hospital di Bosco: «A De Luca arrivano dati sbagliati. La gente muore prima di arrivare in ospedale»

«Purtroppo sono decedute cinque persone in una sola notte nel nostro ospedale. Per far capire la gravità della situazione dobbiamo portare le bare davanti alla Regione?». Savio Marziani, direttore sanitario del Covid Hospital di Boscotrecase, ha la voce stanca. Dopo un’intera giornata di lavoro, ha trascorso la notte a parlare con il personale in servizio che lo aggiornava sui decessi che si registravano in corsia.

Direttore, un bilancio pesante.

«Sì, purtroppo quando arrivano qui sono già in condizioni critiche e possiamo fare poco».

Sembra affranto.

«La gente sta morendo nelle case, per strada. Se prima di arrivare in ospedale devono attendere ore l’intervento di un’ambulanza, poi mettersi in fila per un’intera giornata al pronto soccorso e dopo attendere il 118 che organizzi il trasferimento, vuol dire che il sistema non funziona e quando arrivano da noi purtroppo sono già intubati o in condizioni super-critiche».

Come si possono snellire i tempi?

«Dobbiamo trovare il coraggio di andare oltre i protocolli che ormai sono superati da un’emergenza che è diventata una guerra. Dobbiamo aumentare i posti letto per l’accoglienza, sistemando anche tre-quattro pazienti in stanze dove solitamente se ne assistono due. Dobbiamo togliere i malati dalle strade, dalle file dei pronto soccorso e portarli negli ospedali. Meglio nei reparti, anche se più affollati, che in attesa davanti ai pronto soccorso».

Ma poi avete il personale per assisterli?

«La burocrazia rappresenta un freno pericoloso anche per questo, in un momento così delicato. Bisogna procedere con le assunzioni dirette di infermieri e operatori socio sanitari, anche tra persone appena laureate se necessario. La formazione gliela facciamo fare sul campo, perché in questo momento la priorità è rinforzare gli organici».Anche perché aumentano gli operatori contagiati.«Medici e infermieri sono a pezzi, stanno cedendo, è una questione che va al di là del lavoro. Ci sono padri e madri di famiglia che non vedono i loro figli, i loro genitori da mesi, perché il timore di contagiare i loro cari è forte. Per non parlare che fuori dagli ospedali vengono quasi trattati come appestati, anche se vanno a fare la spesa. Dal punto di vista psicologico è diventata dura».A

 che punto siamo con i nuovi posti letto a Boscotrecase?

«Ne abbiamo attivati altri sei di sub-intensiva nell’ex reparto Utic, ma non basteranno».

Perché i contagi aumentano?

«Sì e la verità è che serve un lockdown se vogliamo cominciare ad abbassare il numero dei pazienti gravi».Ma

 il governatore De Luca continua a ripetere che la Campania è da zona gialla in base ai dati.

«Probabilmente al governatore De Luca non arrivano i dati reali per un difetto di comunicazione. Forse sarebbe meglio se rivedesse alcuni suoi consiglieri che lo stanno affiancando in questa emergenza, perché non gli danno quello che è il vero polso della situazione».

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