A Pompei l’ultima veglia per Salvatore, il gigante stroncato dal virus

Salvatore Piro,  

A Pompei l’ultima veglia per Salvatore, il gigante stroncato dal virus
Un momento della veglia

Pompei. Palloncini bianchi e rossi lasciati andare su nel cielo dagli allievi, gli amati atleti della sua palestra. Quelli che lui stesso, fino all’ultimo respiro, ha chiamato “i miei figliocci”. Poi una folla insolita, dato il Covid-19: più di 100 persone. Ma distanziate, chiuse e composte in un dolore silenzioso, eppure ancora inaccettabile. Infine, una frase pronunciata dall’altare da un vecchio zio, Gianni, che in lacrime e distrutto dal dolore riesce a dire solamente tre parole: “Ciao, mio gigante”.

Così, ieri, Pompei ha salutato per l’ultima volta Salvatore Solimeno, il 45enne campione di bodybuilding, istruttore di fitness di fama nazionale e titolare della palestra Body Hous Fit Club, in via Fossa Di Valle, stroncato mercoledì scorso dal coronavirus. E’ stato un ultimo saluto commosso, a tratti straziante, quello che Pompei ha voluto dare alle ceneri del suo “gigante”, benedette nel corso di una Messa celebrata alle 15 nel piazzale della Chiesa del Santissimo Salvatore in via Nolana. A celebrarla è stato un prete, che quel “gigante buono” lo aveva visto crescere. Il suo nome è don Giuseppe Esposito.

Anche lui, ieri, proprio come lo zio Gianni, non ha retto a un dolore che stringe forte il petto. Fa davvero male. “Frequentavo la sua palestra, era un luogo di evangelizzazione” ha detto il parroco dall’altare, lacrime in volto e Bibbia stretta tra le mani “la tua palestra, Salvatò, creava ponti di amore, di speranza e di amicizia”. In tanti, ieri, sono saliti sull’altare, hanno voluto leggere il loro ultimo pensiero: sguardo verso il basso, parole e cuore, invece, rivolti verso il cielo. “Eravamo una famiglia. Ci hai sempre detto di reagire, di rialzarci. Ma ora, Salvatò, sarà durissima combattere. Ciao. I tuoi figliocci” è l’ultima lettera dei suoi amati atleti.

Dopo, tocca invece a zio Gianni: indossa la mascherina anti-covid, serve a poco per nascondere dolore e pianto. “Eri un esempio, un modello da seguire” prova a urlare zio Gianni, parlando al microfono “vent’anni fa bruciasti il tuo passato, nel forno di una panetteria: avevi deciso di lottare per i tuoi sogni, avevi deciso di cambiare vita. Hai scalato la vetta più alta della nostra famiglia, restiamo orgogliosi e fieri di te. Ciao, mio gigante”.

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