Rifiuti, isola ecologica a Torre del Greco: la giunta scarica la «patata bollente» sul consiglio comunale

Alberto Dortucci,  

Rifiuti, isola ecologica a Torre del Greco: la giunta scarica la «patata bollente» sul consiglio comunale

Torre del Greco. Il progetto per il centro servizi della nettezza urbana all’interno del mercato ortofrutticolo di viale Sardegna – un’area già finita sotto il riflettori della procura di Torre Annunziata per lo scandalo del trasbordo dei rifiuti tra i camion della ditta Buttol – rischia di scatenare l’ennesima bagarre politica a palazzo Baronale. Perché – a dispetto delle ottimistiche previsione del sindaco Giovanni Palomba e del «cerchio magico» della sua maggioranza – la strada per la realizzazione di un’isola ecologica a ridosso della trafficatissima via Nazionale non è propriamente in discesa. Anzi. Così prima i dirigenti comunali hanno gettato la «patata bollente» in giunta e poi l’esecutivo guidato dallo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio ha lasciato al consiglio comunale la responsabilità di approvare in via definitiva il piano.

L’ostacolo imprevisto

Alla base del «ping pong» per l’ok al progetto, la «scoperta» dell’attuale destinazione d’uso dell’impianto di proprietà comunale: mercato ortofrutticolo rientrante in zona annonaria. Quindi, la «trasformazione» in centro di servizi per la nettezza urbana richiederebbe un cambio di destinazione della parte dell’impianto in cui dovrebbe nascere l’isola ecologica. E la dichiarazione di interesse pubblico dovrebbe – secondo l’ultima delibera approvata dalla giunta targata Palomba – essere decisa in consiglio comunale dalla maggioranza uscita vincitrice dalle avvelenate elezioni del giugno 2018.

La deroga sulla deroga

Una maggioranza a cui, adesso, spetterebbe il compito di autorizzare una «deroga sulla deroga» rispetto all’iniziale programmazione  in materia di rifiuti: il piano industriale alla base del vigente capitolato d’appalto prevedeva, infatti, la realizzazione di 4 isole ecologiche in varie zone della città e non un unico centro di servizi in periferia. Una circostanza capace di alimentare ulteriori polemiche all’interno della coalizione di palazzo Baronale, storicamente divisa tra sostenitori e contestatori della linea adottata dalla dirigente del settore ambiente Claudia Sacco per provare a risolvere la valanga di criticità registrate sul fronte-rifiuti dall’arrivo della ditta Buttol all’ombra del Vesuvio. «Prima di mettere in piedi un progetto così importante, si sarebbero potuti eseguire gli accertamenti del caso – le «voci di dentro» dell’amministrazione comunale – anziché scaricare le responsabilità di una scelta così delicata sulla politica». Insomma, al momento, il via libera non appare scontato.

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