Aic, parla Calcagno: “Il calcio del futuro passa dalla sostenibilità”

Ciro Troise,  

Aic, parla Calcagno: “Il calcio del futuro passa dalla sostenibilità”

Dalle parole di Marotta sul rischio default per il calcio allo stop per i Dilettanti in ansia per il futuro, dal sacrificio della serie C che va avanti ai progetti per il futuro, c’è bisogno di riflettere sullo stato dell’arte del calcio ai tempi della pandemia e lo facciamo con Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori.

Marotta e Galliani parlano di rischio default, nell’ultimo Consiglio Federale voi e gli allenatori avete votato contro il differimento al 1 dicembre della scadenza degli stipendi di settembre, anche la Lega Pro ha il suo grido di dolore. Qual è la sua idea sulla situazione del calcio?

“Le idee sono chiare da tempo, bisogna riconoscere che siamo in una situazione economica profondamente diversa rispetto al passato ma i problemi non derivano solo dalla pandemia, paghiamo le mancate riforme. Il Covid-19 ha colpito una situazione che già non era ottimale, la mancata ristrutturazione del sistema ci ha reso più impreparati degli altri, sull’indebitamento siamo in buona compagnia con gli altri Paesi ma scontiamo la diversità negli investimenti e non è colpa solo del mondo del calcio. Penso agli stadi per esempio, c’è la lentezza farraginosa della burocrazia del sistema Paese che è da riordinare”

Sono giorni pieni di polemiche. Dal caso Juventus-Napoli a quello della Lazio, temete che il protocollo non ce la faccia a reggere per il futuro della serie A?

“Il protocollo sta reggendo e, se ben applicato, reggerà ancora. Avevamo chiesto l’uniformità nazionale sui tamponi per avere un controllo centrale, una sola struttura che se ne occupasse come è accaduto per la Lega Pro, ci fa piacere che l’assemblea della Lega di serie A si sia recentemente mossa in tal senso”

La pandemia sta facendo molte vittime, l’Italia è l’unico paese in cui sono stati bloccati anche i campionati giovanili professionistici. È preoccupato per il futuro del nostro mondo?

“Sono preoccupato sia per i settori giovanili che per i campionati dilettantistici, spero che s’abbassi la curva dei contagi in modo che si possa ripartire. Il nostro sistema ha bisogno d’aiuti, in questo modo campionati come la Serie D maschile, la B femminile o quelli Primavera potrebbero andare avanti. È impensabile che senza strumenti di sostegno queste realtà possano sostenere protocolli e spese sanitarie che consentano d’andare avanti. Ci sono dei provvedimenti in cantiere da parte del Governo, poi il sistema calcio deve essere capace di dare il suo contributo. Il sostegno governativo vale soprattutto per la Lnd, c’è bisogno di misure di supporto per svolgere i campionati in sicurezza, è necessario per proteggere il sistema, gli investimenti dei presidenti e i redditi dei calciatori e non solo”

Siete disponibili al taglio degli stipendi dei calciatori professionistici a favore dei Dilettanti? Come si può salvare questo mondo?

“La parola chiave per il futuro del calcio è sostenibilità, non l’ossessione di ridurre esclusivamente il costo del lavoro, porterò avanti questo concetto nel mio quadriennio se sarò riconfermato. Il futuro necessita di un accordo sulle riforme, non si può parlare sempre e solo di taglio degli stipendi e riduzione delle squadre professionistiche senza uno sguardo di sistema, bisogna affrontare il tema della riforma dei campionati e soprattutto della redistribuzione delle risorse con il meccanismo della mutualità come sta accadendo in tutta Europa”

In Germania il 21% dei diritti televisivi va a sostegno delle categorie inferiori, in Inghilterra si parla di portarlo al 25%, in Italia il 6% va alla B, il 2% alla C, l’1% ai Dilettanti e l’altro 1% alla Figc. È assolutamente troppo poco, cosa vi aspettate per il futuro?

“Che si segua l’esempio di quanto stiamo facendo con il calcio femminile, le ragazze acquisiranno lo status di professioniste dal campionato 2022/23 ma nel frattempo è stato creato un fondo di 11 milioni di euro per supportare il percorso necessario per strutturarsi, c’è bisogno del sistema solidaristico”

Tutto giusto ma nel presente ci sono esigenze forti e inascoltate. Cosa sta facendo l’Aic?

“Abbiamo garantito con un protocollo d’intesa il rispetto degli accordi economici previsti nei Dilettanti e con il nostro fondo solidaristico garantiremo un’altra mensilità ai nostri colleghi”

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