Campania. Sos dagli ospedali, subito 450 medici per l’emergenza. Parte il bando

Salvatore Dare,  

Campania. Sos dagli ospedali, subito 450 medici per l’emergenza. Parte il bando

Un bando lampo, della durata di quattro giorni, per reclutare 450 medici, compresi quelli andati in pensione, da destinare subito alla Regione Campania. Una mossa necessaria, urgente, per fronteggiare le gravissime carenze di personale negli ospedali e tentare di elevare il livello di assistenza ai pazienti Covid 19. Ad annunciare la svolta è il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia dopo l’ennesima bordata firmata dal governatore campano Vincenzo De Luca il quale, nella diretta di venerdì scorso, aveva duramente bacchettato il governo sull’assenza di rinforzi per il personale medico ed infermieristico. Il presidente della giunta regionale aveva pubblicamente denunciato che da Roma non c’erano state risposte positive circa l’arrivo di ulteriori unità mediche e infermieristiche. Ora però arriva il bando della protezione civile.

L’avviso pubblico, che scadrà mercoledì alle 12.30, è rivolto a 450 medici laureati ed abilitati, specializzati in anestesia e rianimazione, malattie infettive, malattie dell’apparato respiratorio, medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza. In particolare, attraverso la procedura coordinata dal dipartimento nazionale della protezione civile, si punta a reclutare 150 specialisti in anestesia e rianimazione, 100 specialisti in malattie infettive, 100 specialisti in malattie dell’apparato respiratorio e 100 specialisti in medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza. E’ una prima risposta ai solleciti giunti a più riprese dalla Campania e dai medici, anche se – stando ai numeri – tale potenziamento dovrà essere seguito da ulteriori iniziative legate all’assunzione di nuovi medici, infermieri e operatori socio sanitari.

«Questi medici si sommano agli operatori sanitari che avevano già dato la disponibilità per essere utilizzati dalla Regione Campania trasmessi con il bando del 24 ottobre – dichiara il ministro Boccia – Tutte le spese saranno a carico dello Stato». Al momento, però, a dispetto di ciò che sta accadendo in Calabria, Molise e Puglia, dalla Campania non è partita alcuna richiesta per realizzare un ospedale da campo per fronteggiare l’emergenza sanitaria. «Questa guerra contro il Covid la vinciamo se combattiamo insieme, senza polemiche ma, con leale collaborazione, remando tutti nella stessa direzione: contenimento del contagio, messa in sicurezza degli operatori sanitari e rafforzamento delle reti sanitarie» dichiara ancora il ministro Boccia. Non solo. Si intravede una luce in fondo al tunnel dei disagi per quanto riguarda l’emergenza ossigeno. Dalla settimana prossima le ditte distributrici si sono impegnate a reperire altre bombole – circa 200 – per soddisfare le richieste a Napoli in questo periodo di emergenza covid. Si tratta di una svolta confermata informalmente da fonti di Federfarma Napoli. L’organizzazione rivolge un appello a quanti hanno contenitori vuoti in casa: «Se ci sono difficoltà a restituire la bombola possiamo essere contattati con una mail [email protected] – o su Facebook e noi provvediamo a mettere in collegamento l’utente con la farmacia per contribuire a risolvere il problema». Permane in città e nella sua provincia una situazione molto pesante per la carenza di bombole. Stando ai dati, emerge che le oltre 800 farmacie dell’intera provincia di Napoli abbiano distribuito oltre cinquemila bombole di ossigeno gassoso. «Sta capitando anche di non riuscire a fornire l’ossigeno per altre patologie – ha dichiarato di recente il presidente Federfarma, Riccardo Maria Iorio – Abbiamo registrato, tra tante, la disperata richiesta di un cittadino che ha telefonato in Federfarma perché non riusciva a reperire una bombola d’ossigeno per la moglie affetta da tumore polmonare. Anche la possibilità di prescrivere ossigeno liquido da parte dei medici di base – precisa il presidente di Federfarma Napoli – si sta rivelando un intervento tardivo ed insufficiente perché anche il numero dei contenitori di ossigeno liquido è, ad oggi, ancora limitato».

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