“One more thing”, la svolta di Cupertino con il processore M1

Davide Capricano,  

“One more thing”, la svolta di Cupertino con il processore M1

Durante l’evento che si è svolto lo scorso 10 novembre Apple ha annunciato un’altra grande novità che va a concludere un anno ricco di novità e cambiamenti radicali per l’azienda di Cupertino.

Apple ha deciso dopo 15 anni di accordi con Intel di prodursi i processori “in casa”. Da anni Apple produceva chip per i propri dispositivi, ad esempio con serie di processori per iPhone e iPad e iPod, ottenendo ottimi risultati, risultando spesso migliore di aziende specializzate nella produzione di processori. L’azienda però non aveva mai messo un suo processore su un Mac.

Apple da sempre ha scelto di rendere i suoi dispositivi quanto più “indipendenti” è possibile: gli iPhone ed iPad hanno dei cavi proprietari di Apple, il processore è prodotto stesso internamente, persino le viti per smontare i dispositivi sono proprietarie di Apple. La scelta dell’azienda non sempre è stata condivisa, ma negli anni ha avuto successo, buona parte dei prodotti 100% prodotti internamente dall’azienda sono impeccabili. Ora Apple si sente pronta per rendere anche il Mac, uno dei prodotti che rappresenta circa il 20% degli introiti annuali, con il nuovo processore M1, interamente prodotto internamente.

Cos’è M1?

Il chip M1 è il primo processore per computer realizzato utilizzando una tecnologia di elaborazione a 5 nanometri che integra ben 16 miliardi di transistor, il numero più elevato mai racchiuso da Apple in un chip. Ha il core CPU con le migliori prestazioni CPU per watt al mondo (secondo le statistiche diffuse dall’azienda), la grafica integrata più scattante mai vista in un personal computer e prestazioni di apprendimento automatico sorprendenti grazie al Neural Engine.

Il nuovo processore sarà montato sulla linea Mac Mini, Macbook Air e Macbook Pro 13”, questi ultim due prodotti, a detta di Apple avranno una autonomia di batteria addirittura fino a due volte più lunga dei medesimi con processore Intel. I Mac con processore Intel saranno ancora venduti, ma entro due anni, l’azienda ha promesso che trasformerà l’intera linea Mac  con processori proprietari.

Perché M1 è così importante per Apple?

Avere un processore che viene progettato dalla stessa azienda che produce il software per un dispositivo, apre un’infinità di opportunità all’azienda. Avere un processore proprietario, significa avere più controllo sulle prestazioni del dispositivo, sull’efficienza energetica e maggiore controllo delle app che vengono eseguite su quel processore. Apple infatti ha garantito che ogni app di sistema dei nuovi Mac verrà eseguita 1,9 volte più velocemente rispetto al passato con il nuovo M1, inoltre il computer si avvierà istantaneamente se vogliamo “risvegliarlo” dallo stand-by.

Sorge spontanea una domanda: perché Microsoft non ha mai fatto questo passo? Microsoft, in realtà in passato aveva provato a produrre processori, ma non avendo esperienza nel settore, pretese troppo dai propri dispositivi e il progetto fallì. Di recente però l’azienda ha stretto accordi con Qualcomm per avviare una nuova serie di notebook smart. Cambiare famiglia di processori, però non è facile, ogni processore ha una architettura interna diversa e elabora in modo diverso le applicazioni, quindi bisogna riadattarle affinché funzionino anche su un diverso tipo di processore.

Microsoft ad esempio non è mai riuscita a convincere le software house di terze parti ad adattare i programmi ai suoi processori proprietari, e l’adattamento di queste ultime ai processori Qualcomm va ancora a rilento. Apple invece è già riuscita a far adattare le applicazioni di aziende molto vicine alla mela al nuovo M1, inoltre ha promesso che entro la fine del 2021 verranno adattate tutte le applicazioni più usate dagli utenti Mac.

I nuovi computer della azienda di Cupertino inoltre hanno avuto una forte riduzione dei prezzi essendo che l’azienda non deve più acquistare prodotti di terze parti per assemblare i sui computer. Sarà davvero la grande svolta di Apple, o fallirà come Microsoft?

Davide Capricano

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