Da Sorrento al titolo, Elena è nastro d’oro: «Mi sembra un sogno»

Cristina Esposito,  

Da Sorrento al titolo, Elena è nastro d’oro: «Mi sembra un sogno»

Era il 1995 quando in una piccola palestra ricavata nel centro di Sorrento, l’Asd Ginnastica Sorrento muoveva i suoi primi passi, grazie alla passione di Alda e Pia. Venticinque anni dopo, la giovanissima Elena D’Esposito ha regalato alla società la gioia del primo titolo nazionale conquistando il gradino più alto del podio nel campionato nazionale di specialità al nastro. Il miglior modo per celebrare un quarto di secolo di attività, anche nel ricordo del primo storico Presidente Tolò Cuomo, recentemente scomparso, e che avrà sicuramente gioito ed esultato, dall’alto della sua tribuna speciale, nel vedere l’esercizio di una delle sue allieve più promettenti. Elena ha sedici anni, vive a Sant’Agnello e frequenta l’Istituto Nautico “Nino Bixio” di Piano di Sorrento, una scelta mossa dalla grande passione per il mare e le navi. La ginnastica ritmica è entrata nella sua vita all’età di sette anni anche se non è stato amore a prima vista: “Prima facevo nuoto e danza classica – rivela – è stato mio padre che un giorno mi ha portato a fare una prova. Quel tentativo non mi entusiasmò più di tanto, poi mi sono ricreduta dopo un’altra prova e non ho più lasciato”. Tra le  sue istruttrici, Francesca Ruoppo ne disegna un bellissimo ritratto, quello di una ragazza sempre sorridente e generosa, una garista nel vero senso della parola. Perché Elena tira fuori il meglio di sé proprio nelle competizioni: “Credo che le gare siano la conclusione di un percorso – spiega – nel momento in cui scelgo di dedicarmi ad uno sport e lo faccio a livello agonistico è normale dover partecipare alle competizioni. Il miglior modo per affrontarle è proprio quello di essere il più serena e concentrata possibile. Certo, un pizzico d’ansia c’è sempre, ma bisogna saperla dosare per evitare di pregiudicare la prestazione. Per quanto mi riguarda, in pedana mi diverto, mi sento bene e voglio raccontare a chi mi guarda tutto ciò che sono”. Tra i suoi attrezzi preferiti ci sono le clavette, anche se a Cantalupa, in provincia di Torino, si è esibita con esercizi al cerchio ed al nastro. E’ stata una lunga trasferta, un vero e proprio viaggio della speranza, ammette, condiviso con papà Michele e la compagna di squadra Emanuela Marulo: “Eravamo partiti in macchina – racconta la ginnasta – ma ci ha mollati quando eravamo quasi a Firenze. Da lì, è stata una corsa contro il tempo, un’avventura proseguita prima su un regionale e poi a bordo di un treno veloce fino a Torino dove il resto del gruppo è venuto a recuperarci con grande sollievo”. E’ stato un viaggio che inevitabilmente ha influito sul primo esercizio al cerchio, ma la grinta e la determinazione di Elena sono venute fuori quando è scesa nuovamente in pedana con il suo nastro colorato sulle note di “The Final Countdown”. “Non ci credo ancora, mi sembra un sogno – dice – questa vittoria è di tutti. Ha il sapore dei sacrifici che io insieme alla mia famiglia e alle mie istruttrici abbiamo fatto in questi anni. Un’emozione bellissima, che ancora non ho realizzato anche per tutto l’affetto, l’accoglienza che ho ricevuto al mio ritorno e che ripaga di ogni sconfitta incassata lungo il percorso”. Sono le parole di una ragazza che ha dato sempre il massimo ed ha risposto con un bel sorriso ad ogni difficoltà. Un messaggio scritto a caratteri cubitali anche sul suo attrezzo, come un promemoria per sé ed anche per le sue compagne: “Quando ti dicono che non puoi farcela, ti stanno mostrando i loro limiti, non i tuoi”. Elena ha portato in alto il nome della sua terra ma nel suo cassetto ci sono ancora tanti sogni da realizzare come quello di disputare, un giorno, il campionato di serie A. Un primo passo è stato già fatto perché sabato ha gareggiato per la Doria Gym, squadra leccese a cui è stata ceduta in prestito,  nella terza ed ultima tappa del campionato di Serie C a squadre conquistando la promozione in Serie B: “E’ stato abbastanza strano scendere in pedana contro le compagne di una vita, ma sono esperienze che bisogna fare e che ti aiutano a crescere”. La farfalla santanellese ha spalancato le sue ali ed è pronta a spiccare il volo.

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