Covid, il «balletto» dei numeri tra Asl e sindaci: imbroglio sui contagi

Alberto Dortucci,  

Covid, il «balletto» dei numeri tra Asl e sindaci: imbroglio sui contagi

Torre del Greco. La fotografia del «disastro comunicativo» tra l’Asl Napoli 3 Sud e i sindaci della provincia di Napoli è tutta racchiusa all’interno del bollettino diramato domenica 15 novembre dal centro operativo comunale di Torre del Greco: 113 nuovi casi di positività al Covid-19 su 120 tamponi, i numeri diffusi dagli «esperti» al servizio di Giovanni Palomba. Dati perfino superiori ai numeri registrati a febbraio del 2020 a Wuhan, la città-focolaio della Cina da cui è iniziato il calvario mondiale. Ma sbagliati, come la stragrande maggioranza dei dati diffusi durante la seconda fase della pandemia in Campania.

Il report in ritardo

Davanti alla psicosi scoppiata in rete, proprio lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio è corso ai ripari per provare a «interpretare» il bollettino diffuso dal Coc di Torre del Greco: «Il numero di contagi, peraltro tutti asintomatici, si riferisce ai test effettuati tra giovedì e sabato scorso – le «rassicuranti» parole del primo cittadino – mentre 120 è il numero di tamponi effettuati nella giornata di domenica, i cui risultati saranno disponibili nei prossimi giorni». Parole capaci di confermare i dubbi sollevati già tra fine ottobre e inizio novembre. Quando l’esponenziale aumento dei contagi ha provocato inevitabili rallentamenti nella comunicazione dei dati e consigliato a qualche primo cittadino di «congelare» i numeri relativi a contagi e guarigioni. Una tesi confermata proprio dal bollettino diffuso nella serata di ieri sempre dal Coc di Torre del Greco: un nuovo decesso – avvenuto nei giorni scorsi – e la bellezza di 66 guarigioni, in larga parte registrate tra sabato e domenica. Tra queste, la «negativizzazione» del presidente del consiglio comunale Gaetano Frulio a cui l’esito del tampone di verifica era stato comunicato dall’Asl Napoli 3 Sud già domenica 15 novembre. Insomma, i frequenti black out istituzionali favorirebbero il «balletto dei numeri» relativo ai contagi.

L’unità di crisi regionale

D’altronde, l’equivoco parte direttamente dall’unità di crisi regionale. Al netto dei numeri relativi ai contagi e ai tamponi, a colpire è l’andamento dei decessi: i numeri dei morti aumentano o diminuiscono così come il periodo di riferimento e non giorno per giorno – la «forbice» varia tra i 3 giorni e la settimana – rendendo particolarmente complicato, se non impossibile, accertare l’effettivo numero di decessi quotidiani.

I morti «dimenticati»

Così c’è chi cavalca l’onda dell’approssimazione, nascondendo le tragedie della propria città. è il caso di Ercolano, tra le città maggiormente colpite dalla seconda ondata della pandemia. Nella città guidata dal renzianissimo Ciro Buonajuto, gli aggiornamenti hanno perso l’iniziale cadenza giornaliera e si sono trasformati in saltuarie comunicazioni diffuse attraverso i social. Così osservare l’andamento della curva dei contagi nella città della Reggia è diventato praticamente impossibile. Stessa difficoltà per il numero di decessi da Covid-19. Secondo il primo cittadino di Italia Viva, i morti a causa del virus sarebbero solo tre. Ovvero, lo stesso numero ufficialmente reso noto dal Comune di Ercolano a fine maggio. Ma, solo nell’ultima settimana, la città degli Scavi ha registrato quattro lutti legato al mostro arrivato dalla Cina. Insomma, i conti non tornano e la decisione di Ciro Buonajuto di nascondere i reali numeri della pandemia ha scatenato inevitabili polemiche e proteste.

La raffica di guariti

Dal giorno in cui è stato colpito in prima persona dal Covid-19, il sindaco di Portici – successivamente guarito – ha abbracciato la linea della prudenza. Aggiornamenti saltuari – due o tre a settimana – e particolare attenzione ai guariti: «Dai dati comunicati dall’Asl Napoli 3 Sud – l’ultimo bollettino diffuso attraverso i social, a dispetto della schiera di giornalisti presenti alla corte di palazzo Campitelli –  al 13 novembre le persone contagiate residenti a Portici risultano essere 508 con una complessiva diminuzione rispetto alla precedente comunicazione di 604 contagiati al 10 novembre 2020».

La psicosi in rete

La Babele dei numeri e la contrastante fotografia tra bollettini ufficiali e realtà cittadine ha inevitabilmente scatenato psicosi e teorie complottiste in rete, con la crescente convinzione di frequenti imbrogli nella diffusione dei dati. Errori provocati da ritardi imputati dalle amministrazioni comunali all’Asl Napoli 3 Sud e dall’azienda sanitaria locale all’unità di crisi regionale. Un balletto di numeri e responsabilità capace di rendere ulteriormente difficile la «convivenza» con il virus in Campania.

@riproduzione riservata

CRONACA