Gli abusi senza fine nella villa di Boscoreale, dopo il sequestro di una veranda altri lavori senza permessi

Pasquale Malvone,  

Gli abusi senza fine nella villa di Boscoreale, dopo il sequestro di una veranda altri lavori senza permessi

Aveva realizzato abusi edilizi su altri abusi, demoliti e nuovamente ricostruiti. Il tutto mentre la Procura di Torre Annunziata gli notificava l’ennesima ordinanza di abbattimento. A scoprire l’incredibile sequenza di illeciti, tutti a carico di un cittadino della frazione Marra, sono stati gli agenti di polizia locale, unitamente ai responsabili dell’ufficio tecnico e ai consulenti della Procura della Repubblica oplontina, nel corso di un sopralluogo finalizzato proprio alla definizione dei costi per la demolizione. Da quanto si apprende, l’uomo, che non manca di tenacia e perseveranza, aveva costruito una veranda di circa 30 metri quadri annessa all’immobile già finita al centro di una prima vicenda giudiziaria. Una struttura realizzata con pilastri in legno massello, dotata di impianto elettrico e idrico. Il responsabile dell’illecito si era beccato due denunce per lo stesso abuso edilizio, e ora ne ha collezionata un’altra. Un piccolo record che la dice lunga sulla diffusione del fenomeno che, nonostante i controlli sempre più stringenti delle forze dell’ordine, continua a rappresentare una vera e propria piaga. Sono stati i caschi bianchi, agli ordini del maggiore Carmine Bucciero, a relazionare quanto accaduto nella zona rurale di Boscoreale, al confine con la municipalità di Poggiomarino. Il proprietario dell’abitazione in questione aveva realizzato un ampliamento di un immobile preesistente pari a circa i tre quarti della superficie totale, senza alcuna autorizzazione. Per di più si trattava di opere abusive per le quali era stato già denunciato e segnalato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Al primo tentativo, risalente a qualche anno fa, era stato fermato prima che portasse a compimento l’intervento. Questa volta era riuscito ad andare fino in fondo e a completare l’opera. Non contento, sperando che il suo caso finisse nell’oblio della burocrazia, ha pensato bene di spingersi oltre, costruendo quello che per gli inquirenti doveva essere una sorta di veranda. L’uomo è stato (di nuovo) denunciato alle autorità competenti per la realizzazione di «opere edilizie in area sottoposta a vincolo paesaggistico in assenza di titoli autorizzativi, nonché distruzione o deturpamento di bellezza naturale».

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