Massacrato in Tunisia. La tragedia di Giovanni, fuggito dal Covid

Tiziano Valle,  

Massacrato in Tunisia. La tragedia di Giovanni, fuggito dal Covid

Si è trasferito in Tunisia preoccupato dai contagi, dal rischio di contrarre il virus che sta mietendo tante vittime in Italia. Ma è andato incontro alla morte, ucciso da tre rapinatori, che sono entrati nella sua abitazione di Monastir, piccola città di mare del golfo di Hammamet. Giovanni Donnarumma, stabiese di 73 anni, è la vittima di una rapina finita male. Quando ha scoperto i tre malviventi dentro casa ha tentato di metterli in fuga, scatenando però la loro reazione violenta. I rapinatori lo hanno picchiato selvaggiamente, fino ad ucciderlo, e il suo corpo ormai senza vita è stato ritrovato da alcuni vicini di casa, che hanno avvertito le autorità locali.Giovanni Donnarumma è stato ucciso domenica scorsa, ma la notizia è rimbalzata solo ieri in Italia a seguito della cattura dei tre rapinatori, arrestati con l’accusa di omicidio premeditato. Due di essi, due cugini, sono stati raggiunti dalle forze dell’ordine alle prime luci dell’alba, mentre il terzo complice inizialmente sfuggito alla cattura è stato arrestato qualche ora dopo. Secondo quanto riportato dai media tunisini, i tre rapinatori sarebbero stati incastrati da due testimoni che li avrebbero visti scappare dall’appartamento di Donnarumma. Le stesse persone che poi hanno ritrovato il corpo senza vita del settantatreenne, originario di Pimonte.Dai media tunisini si apprende che i tre banditi hanno confessato subito dopo l’arresto, ammettendo di aver organizzato un furto con scasso nell’appartamento dell’uomo, e di averlo ucciso. Soprattutto sui siti tunisini vengono riportate le dichiarazioni di Raoudha Berrima, portavoce del Tribunale di Monastir, che ha prospettato una possibile condanna a morte per i tre rapinatori.

La vittima

Un destino atroce quello di Giovanni Donnarumma, ex dipendente di Fincantieri in pensione da ormai una decina di anni. La famiglia del settantatreenne è di Pimonte, ma lui da molto tempo viveva a Castellammare di Stabia, nel quartiere dell’Acqua della Madonna. Giovanni Donnarumma non si era mai sposato, non aveva figli. Era un abile saldatore e spesso gli era capitato anche di lavorare in altri cantieri italiani della holding di Trieste. Durante la sua vita aveva viaggiato tanto e assieme ad alcuni amici ed ex colleghi, nel 2012, aveva deciso di fare un investimento, acquistando un appartamento a Monastir, rinomata località turistica della Tunisia. Una piccola città di mare famosa per le sue spiagge, che regge la sua economia proprio sui vacanzieri che arrivano da ogni parte del mondo.Giovanni Donnarumma andava in Tunisia almeno una volta all’anno, trascorrendo lì qualche mese in compagnia degli amici. C’era stato anche durante la prima fase della pandemia, quando il virus faceva registrare migliaia di contagi in Italia ma sembrava non aver trovato sponda in Africa. Alla fine del lockdown aveva deciso di tornare a Castellammare di Stabia, nel suo appartamento nel rione Acqua della Madonna dov’è rimasto però solo per qualche altro mese. A settembre quando i contagi sono tornati ad aumentare in tutta Italia e i numero si sono fatti preoccupanti anche in Campania, Giovanni Donnarumma ha spiegato al fratello e ai parenti che vivono ancora a Pimonte che voleva tornare in Tunisia, perché lì si sentiva più tranquillo. Monastir d’altronde è una città di appena quattromila abitanti, non un grande centro abitato dove magari ci possono essere più occasioni di contagio. Soprattutto c’era già stato durante la prima fase della pandemia, constatando che il virus di fatto non aveva creato chissà quali problemi in quella zona, che ormai conosceva benissimo e dove negli anni aveva coltivato anche amicizie con persone del posto.Così a settembre decide di fare il tampone e quando gli viene comunicato l’esito negativo, prenota il biglietto dell’aereo e vola in Tunisia. Se fosse filato tutto liscio sarebbe tornato in Italia per le festività natalizie o al massimo all’inizio del 2021. Non poteva certo sapere che tre malviventi lo avrebbero preso di mira entrando nella sua abitazione, per rapinarlo. Come accaduto domenica 15 novembre. Giovanni Donnarumma solo poche ore prima di morire aveva sentito i suoi parenti in Italia spiegando che in Tunisia andava tutto bene e che si stava tenendo aggiornato su quanto accadeva in Italia.Le comunicazioni si sono interrotte fino a ieri, quando la Farnesina ha contattato la famiglia di Donnarumma, a Pimonte, per comunicargli che Giovanni era morto in circostanze ancora da chiarire. Una notizia che ha gettato nello sconforto i parenti del settantatreenne stabiese e l’intera comunità di Pimonte,già colpita da diverse tragedie a causa del Covid.

Il precedente

Donnarumma è solo l’ultimo di una lunga lista di persone che sono state ammazzate in Tunisia da rapinatori senza scrupoli che evidentemente vedono in chi si trasferisce in quelle zone, benestanti ai quali portare via soldi.L’ultimo delitto simile, che ha visto vittima un italiano nella cittadina di Monastir, s’è verificato a maggio 2019. A morire per mano dei rapinatori Giuseppe Nisticò, un settandaduenne di Mestre che fu ritrovato morto nel suo appartamento. Anche in quel caso le autorità locali riuscirono a individuare e arrestare i colpevoli. Lo stesso destino, a distanza di un anno, è toccato all’ex dipendente di Fincantieri e ora per la famiglia di Giovanni Donnarumma l’unico desiderio è quello di riportare a casa la sua salma per dargli una degna sepoltura.

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