I giudici cancellano la confisca, il boss Ascione si riprende la casa da 600.000 euro

Ciro Formisano,  

I giudici cancellano la confisca, il boss Ascione si riprende la casa da 600.000 euro

I giudici danno ragione al boss e a 4 anni dal blitz nel parco della “moquette”, Mario Ascione, capoclan della camorra vesuviana, si riprende la sua reggia. Un lussuoso appartamento di sette stanze dal valore di oltre 600.000 euro piazzato all’interno di un complesso immobiliare sito di fronte a villa Campolieto, nel cuore del Miglio d’Oro. La decisione è arrivata nei giorni scorsi. La Corte d’Appello di Napoli ha, infatti, accolto il ricorso presentato dall’avvocato Luigi Palomba, difensore della famiglia Ascione cancellando il sequestro preventivo finalizzato alla confisca emesso dal tribunale di Napoli nel febbraio del 2016. Nel mirino del provvedimento, richiesto dalla Direzione Distrettuale Antimafia, un lussuoso appartamento e alcuni box auto. Beni che secondo la Dda rappresenterebbero una fetta del patrimonio illecito accumulato, nel tempo, da Mario Ascione, figlio del padrino defunto Raffaele ‘o luongo e ritenuto l’erede designato alla guida del clan federato con i Papale. Secondo gli inquirenti l’analisi incrociata dei redditi dichiarati da Ascione non sarebbe compatibile con il valore degli immobili a lui riconducibili. Una tesi confermata, in un primo momento, dai giudici che hanno convalidato il sequestro aprendo alla possibile confisca. La difesa di Ascione ha però presentato ricorso in Corte d’Appello provando a dimostrare che in realtà quei beni sarebbero stati acquistati in epoche precedenti rispetto alle accuse mosse ad Ascione. Una ricostruzione che evidentemente ha convinto i giudici a riconsegnare al boss le chiavi di casa. Restano comunque confiscati gli altri beni finiti nella rete delle indagini della Dda nel corso di questi anni. In tutto, nel giro di un decennio, l’Antimafia ha strappato dalle mani dei padrini della camorra di Ercolano e Torre del Greco case, ville, immobili di vario genere per un valore complessivo stimato  che si aggira attorno ai 20 milioni di euro complessivi. La revoca della confisca per l’appartamento di corso Resina arriva comunque a sette mesi dalla scarcerazione di Ascione. Il figlio del boss, infatti, è tornato un uomo libero ad aprile dopo alcuni anni vissuti nel braccio di massima sicurezza del carcere di Milano-Opera, al regime del 41-bis. Ascione è stato scarcerato in seguito all’assoluzione ottenuta nell’ambito di un processo nel quale il trentaduenne di Ercolano era imputato per omicidio. Il figlio del boss ha già scontato una condanna per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione ed è tutt’ora imputato per racket e tentato omicidio. Qualche mese fa ha riportato, in primo grado, una condanna a 18 anni di reclusione per aver partecipato ad un agguato ai danni di un affiliato del clan rivale, i Birra-Iacomino. Rischia anche l’ergastolo per il massacro di Giorgio Scarrone, fratello di un killer rivale ucciso  durante la faida di camorra.

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