Ristoro ai Comuni: sbloccati 500 milioni

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Ristoro ai Comuni: sbloccati 500 milioni

Certo, l’emergenza sanitaria in questo momento è la prima priorità da affrontare. Ma per i Comuni, indistintamente dai più piccoli ai più popolosi, si profilano all’orizzonte nell’immediato futuro anche altre enormi difficoltà. Sempre causate dal Covid. Sì, perché le restrizioni resesi necessarie per contenere il dilagare dei contagi, sia a breve che a medio termine si traducono in pesanti boomerang per le amministrazioni locale. Che, da una parte, devono impegnare uomini e mezzi economici per far rispettare i divieti ed effettuare i controlli. E dall’altra dovranno anche affrontare le ripercussioni economiche causate dalle chiusure alle proprie casse. Chiudere i negozi, ade esempio, si traduce quasi automaticamente in mancati pagamenti o pesanti difficoltà anche delle imposte comunali: dalla tassa sui rifiuti a quella per l’occupazione del suolo pubblico, all’Imu all’addizionale Irpef, su cui si fondano in buona parte le entrate comunali. Già durante il lockdown quasi tutti i Comuni hanno dovuto introdurre riduzioni, sgravi e rinvii di pagamento per tentare di sostenere in qualche modo le attività messe in ginocchio, e adesso con la Campania diventata zona rossa, la situazione per molti si ripeterà pressoché identica. A tutto ciò si aggiungono le difficoltà anche delle famiglie, dove spesso i percettori di reddito hanno perso il lavoro o sono finiti in cassa integrazione e devono fare i salti mortali per far quadrare i bilanci familiari, tra utenze domestiche, spese, mutui e rate di prestiti contratti precedentemente. Non a caso il grido d’allarme per le condizioni delle casse di regioni e comuni è stato lanciato anche dall’Unione europea, a seguito di un’indagine congiunta svolta dal Comitato delle Regioni (CdR) e dall’Ocse, secondo cui l’86% delle città e delle regioni prevede un aumento della spesa, in particolare per i servizi sociali (64%) e le prestazioni sociali (59%), mentre il 90% si aspetta una diminuzione delle entrate. Il gettito fiscale sarà la fonte di entrate più colpita: circa l’83% degli intervistati ne prevede una diminuzione da forte a moderata. Ed è anche per fronteggiare questi numeri preoccupanti che, dal canto suo, il governo ha erogato 500 milioni a favore dei Comuni, proprio con l’obiettivo di coprire i mancati introiti di questi difficili mesi. Si tratta dei fondi previsti dai decreti “Rilancio” e “Agosto”, un ristoro dovuto in particolare alle mancate entrate causate dalla cancellazione della prima rata dell’Imu, dalla sospensione della tassa di soggiorno, dall’esonero della Tosap e da quello della Cosap.«Si tratta di una misura che agevolerà economicamente i comuni – commenta la deputata di Lettere Teresa Manzo – con le amministrazioni locali che avranno gli strumenti per incidere positivamente sulla qualità dei servizi offerti al cittadino, soprattutto nei confronti di coloro che maggiormente stanno accusando gli effetti della crisi sanitaria in corso».

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