Sentenza-beffa, primo dissequestro per Palazzo Fienga: riaperto il covo dei Gionta

Giovanna Salvati,  

Sentenza-beffa, primo dissequestro per Palazzo Fienga: riaperto il covo dei Gionta

Aveva provato più volte a farsi sentire dallo Stato, urlando che lui con la camorra non aveva nulla a che fare. Ma nessuno lo ha ascoltato in questi anni. Aveva visto la sua casa sequestrata, poi i mattoni cancellarla del tutto. Scomparire sotto le colate di cemento dopo aver trasferito tutti i suoi beni. Unica colpa: aver trovato alloggio e possedere una casa nel feudo del clan, nel Palazzo Fienga, il quartier generale dei Gionta. La sua casa era all’angolo tra via Bertone e via Castello e il 15 gennaio del 2015 lo Stato lo aveva costretto ad andar via. Poco importava se lui non aveva precedenti penali o legami con i Gionta. Anche il suo immobile rientrava nelle ordinanze di sgombero perché non aveva ottemperato in primis alla messa in sicurezza della struttura e in secondo luogo perché l’immobile faceva parte del palazzo della morte diventato simbolo del potere della criminalità organizzata di Torre Annunziata. Ma ieri, dopo cinque anni il giudice gli ha dato ragione. Il provvedimento di dissequestro ordinato dal giudice Gabriella Bonavolontá apre così uno scenario nuovo e si candida ad essere un atto pilota che potrebbe vedere il dissequestro di altri immobili i cui proprietari non hanno nulla a che vedere con la criminalità organizzata. Ieri mattina i proprietari hanno anche demolito il muro che isolava l’ingresso e nelle prossime ore provvederanno a riaprire non solo l’area dove avevano il box ma anche dove abitavano. Una decisione che in pochi secondi potrebbe spazzare via cinque anni di progetti, programmazione, spot e sogni sulla realizzazione all’interno di quell’area di un simbolo dello Stato: da caserma delle forze dell’ordine al giardino della legalità. Progetti che rischiano di sfumare in poco tempo soprattutto se nelle prossime ore dovessero arrivare altre decisioni simili. Ad opporsi infatti al provvedimento erano stati più proprietari che avevano impugnato la decisione della Procura di Torre Annunziata e dell’Antimafia, due ordinanze che avevano consentito alle forze dell’ordine di eseguire la chiusura definitiva del palazzo dei Gionta e poi l’inizio dell’iter per poter mettere in campo la confisca definitiva dell’edificio. Ora la vicenda si capovolge e la decisione del giudice e la vittoria dei proprietari diventa un’occasione per tutti gli ex occupanti per poter riottenere non solo gli immobili ma anche un risarcimento per i danni subiti come hanno già annunciato i primi che hanno vinto la causa contro il provvedimento eseguito nel 2015.

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