Gestione rifiuti, l’Anac indaga sul maxi appalto di Vico Equense e Meta

Salvatore Dare,  

Gestione rifiuti, l’Anac indaga sul maxi appalto di Vico Equense e Meta

I Comuni di Vico Equense (ente capofila) e Meta rischiano di dover annullare la gara d’appalto per il servizio rifiuti e indirne una nuova. Motivo? L’Autorità nazionale Anticorruzione muove perplessità circa alcune clausole del capitolato. Sotto la luce dei riflettori il requisito di possedere un capitale sociale di un milione di euro oltre che aver espletato un servizio di un anno nel precedente triennio. «Stiamo valutando il da farsi» spiega il sindaco di Meta, Giuseppe Tito. Della vicenda se ne sta occupando il funzionario Deborah De Riso, che ricopre l’incarico di segretario comunale sia a Vico Equense che a Meta. Dietro l’angolo affiora l’ipotesi di dover rettificare il capitolato.

Tutto parte lo scorso luglio quando arriva una segnalazione sulla scrivania dei funzionari dell’Anac. A elaborarla è un’impresa campana che si occupa di nettezza urbana. La ditta chiede un intervento sollecitando controlli su alcuni articoli del capitolato. Sotto la luce dei riflettori finiscono alcuni elementi «da verificare» a proposito della gara europea da quasi 28 milioni di euro per la gestione del servizio Nu a Vico Equense e Meta. Si contesta la regolarità dei criteri di aggiudicazione. Premessa doverosa: la società che si è rivolta all’Anticorruzione ha deciso di non partecipare all’appalto e muove perplessità sull’iter che riguarda la futura assegnazione dell’appalto “condiviso” dai Comuni di Vico Equense e Meta. Da diversi mesi, sia a Vico Equense sia a Meta, il servizio di nettezza urbana non si è fermato. Se ne occupa – in regime di proroga – la società Sarim, titolare del servizio aggiudicato a chiusura dell’appalto indetto nel 2013. Si tratta della nuova gara che viene valutata dall’Anac. Leggendo l’esposto, si mette in evidenzia il fatto che «emerge il grave atteggiamento redazionale del disciplinare di gara che annulla o riduce notevolmente la possibilità di una concorrenza effettiva in spregio ai principi di trasparenza, non discriminazione e parità di trattamento, aggravando se non escludendo del tutto ogni opportunità di partecipazione per le micro, piccole e medie imprese» è scritto nella segnalazione. Secondo la società denunciante, il capitolato «prevede quale requisito di capacità tecnica e professionale l’esecuzione per un periodo di almeno 12 mesi consecutivi nell’ultimo triennio, rispetto a quello di scadenza del termine utile per la presentazione delle offerte, di servizi identici/analoghi a quelli oggetti della gara a favore di uno o più Comuni aventi popolazione non inferiore a quella del Comune di Vico Equense. Il quadro composito delle scelte della stazione appaltante rendono eccessivamente limitante la partecipazione e inficiante l’intera procedura di gara con un’enorme lesione del principio della libera concorrenza».

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