Casa Borrelli a Pompei, ombre sul futuro: appello a Papa Francesco

Salvatore Piro,  

Casa Borrelli a Pompei, ombre sul futuro: appello a Papa Francesco
L'ex ospizio di Pompei

Pompei. Casa Borrelli, le certezze assicurate dal Comune sulla riapertura non bastano. Il comitato pro-nonnini invoca persino l’aiuto di Papa Francesco. Una lettera spedita a Sua Santità, Papa Francesco, l’indirizzo esatto è “Casa Santa Marta 00120 Città del Vaticano”, è partita da Pompei. A scriverla e firmarla, al solito, il presidente del comitato anti-sgombero, Lelio Marinò. “Mi si consenta di rivolgermi alla S.V. in questo momento in cui le sorti di un patrimonio donato ai poveri da una proprietaria terriera (16 appartamenti e 2 terreni, ndr) è fortemente minacciato” si legge nella missiva spedita al Vaticano.

Una lettera in cui il presidente del comitato civico “Concetta D’Arienzo” – la ricca proprietaria, citata nella lettera rivolta al Papa, che donò ai poveri sia l’ospizio che il suo cospicuo patrimonio immobiliare – ripercorre le tappe delle sorti subite dai 29 nonnini sgomberati con la forza all’alba, il 25 settembre 2019, dallo storico ospizio per anziani Borrelli, in via Lepanto, 32. “Con uno sfratto coatto, alla presenza di agenti di polizia (in lacrime)” così ancora Marinò, scrivendo a Papa Francesco “è stata chiusa nella cittĂ  di Pompei la Casa di Riposo Carmine Borrelli, che era il frutto di un lascito ai poveri da parte della signora D’Arienzo. Donna generosa, sempre vicina agli sbandati e ai cosiddetti soli al mondo, che si preoccupò di lasciare anche un patrimonio per supportare la struttura. Mai qualcuno ha voluto spiegare perchĂ© questi beni siano poi diventati di proprietĂ  del Comune di Pompei. Eppure il testamento pubblico è chiaro: istituisce eredi universali di tutte le sue sostanze i poveri del Comune di Pompei. Ma la richiesta di istituire una commissione d’inchiesta per individuare precise responsabilitĂ  fu bocciata: in pratica, non si è mai capito dove andassero a finire le rendite del patrimonio”.

I destini dell’ospizio prima sgomberato, ora vuoto, si intrecciano con la realizzazione del faraonico progetto Eav da 67 milioni di euro. Lo sgombero dell’ospizio, oltre che per motivi di sicurezza, sarebbe collegato, a causa della prossimità logistica, alla partenza dei lavori per il piano Eav. Cantieri ai quali il sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio, ha definitivamente detto “sì” durante una videoconferenza andata in onda, giovedì scorso, in  modalità streaming. “Casa Borrelli verrà sottoposta a un restyling totale. L’ospizio manterrà la stessa funzione” aveva assicurato il sindaco, in diretta streaming “resterà sempre una casa di riposo per anziani. La riqualificazione dell’area prevede l’abbattimento della cappella attualmente esistente e, in sostituzione, la nascita di una vera e propria Chiesa destinata all’intera cittadinanza”. Rassicurazioni che non hanno messo fine alla missione “giustizia” intrapresa dal comitato D’Arienzo e dal presidente Marinò, che poi esorta il Papa: “Si vigili sulla destinazione dei milioni di euro garantiti dal progetto Eav”.

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