Portici, dopo la sfuriata cafonal in consiglio comunale, Cuomo si «salva» in aula

Daniele Gentile,  

Portici, dopo la sfuriata cafonal in consiglio comunale, Cuomo si «salva» in aula
Vincenzo Cuomo

Portici. La pagina più brutta della politica all’ombra della Reggia si chiude con la votazione degli atti della discordia. Alla fine il sindaco Enzo Cuomo è riuscito a raggruppare i suoi e ottenere il voto su alcuni atti importanti per la città: un avanzo di bilancio di un milione per i lavori del waterfront e 80mila € di fondi da destinare alle famiglie in difficoltà economica.

L’opposizione aveva provato a bloccare il voto ribadendo che questi atti erano arrivati al consiglio comunale troppo tardi per poter votare in maniera consapevole. Nello specifico a mandare su tutte le furie il sindaco Cuomo – pronto a usare parole pesantissime e «degne» dei suoi sfoghi sportivi sui social –  era stata la contestazione dell’opposizione relativa al ritardo della trasmissione degli atti: c’erano 60 giorni per approvare queste manovre finanziarie e il consiglio comunale si è riunito solo al 58esimo giorno, per intenderci.

Tuttavia, dopo due giorni di consiglio comunale in cui si è assistito al tocco del fondo da parte dell’intera classe politica di Portici, l’atto è stato approvato e il Municipio non ha perso questi soldi importantissimi in un momento del genere. L’opposizione non ha fatto una bella figura così come il sindaco. I primi hanno rischiato di far perdere soldi alla comunità bloccando i lavori del consiglio comunale, il secondo ha usato un linguaggio «cafonal» indegno di una aula istituzionale.

Insomma, alla fine a trionfare è solo la mediocrità: quella che i politici che guidano la città hanno dimostrato di avere perché, con una emergenza sanitaria che fa tremare le mani e una crisi economica sconfortante, forse, era il caso di mostrare maggiore compattezza e lavorare per la città e i cittadini.

Non sono accuse a caso perché nei fatti il consiglio comunale aveva fino alla mezzanotte di sabato per votare l’atto e allo scadere del tempo, l’opposizione ha interrotto nuovamente la seduta chiedendo al presidente dell’assise, Claudio Teodonno, di contare il numero dei consiglieri in aula con il presupposto che fosse caduto il numero legale: una strategia che ha rischiato dunque, di far scattare il limite massimo per votare gli atti. Tuttavia, la maggioranza ha votato e chiuso la partita.

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