Tamponi Lazio: perito a pm, negativi Immobile e Leiva

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Tamponi Lazio: perito a pm, negativi Immobile e Leiva

Immobile e Leiva negativi, Strakosha positivo. L’esito ufficiale della perizia sui tamponi ai giocatori della Lazio, ri-processati su disposizione della procura di Avellino, conferma quanto anticipato dall’ANSA l’11 novembre sui tre nomi più clamorosi. La vicenda però non è chiusa: domani l’avvocato Innocenzo Massaro, legale del Centro polispecialistico Futura Diagnostica, e la consulente di parte Marilina Scalone depositeranno “osservazioni” sulla perizia della consulente d’ufficio della Procura, Maria Landi, dirigente del laboratorio di microbiologia e virologia dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino. Anche per il consulente della Procura i calciatori Ciro Immobile e Lucas Leiva sono risultati negativi, lo stesso esito dei tamponi processati il 6 novembre scorso dal centro avellinese; positivo è invece risultato Strakosha, che Futura Diagnostica aveva classificato negativo. Altri laboratori che hanno riprocessato i tamponi dei tre calciatori avevano a loro volta dato esiti contrastanti. Immobile, negativo per Futura Diagnostica e per il perito della Procura, risultava positivo per Campusbiomedico di Roma, al tampone rapido; Leiva, negativo per Futura Diagnostica, perito della Procura e per il centro Merigen di Napoli, è dato positivo dal Campusbiomedico, sempre a un tampone rapido; Strakosha, negativo per Futura Diagnostica e Merigen, è invece positivo per il perito della Procura e per Campusbiomedico. Sulla perizia d’ufficio, che ha analizzato complessivamente 95 tamponi processati dal centro di Avellino, il legale e il consulente di parte avanzano riserve. In particolare chiederanno di conoscere la tipologia del prelievo; la sua conservazione; il tempo trascorso dal primo esame al ri-processamento dello stesso tampone; le metodiche utilizzate; il numero dei cicli di amplificazione. Secondo il legale di Futura Diagnostica, che chiama a suo sostegno l’ampia pubblicazione scientifica in materia, sono questi gli elementi per verificare l’attendibilità delle conclusioni cui è giunta la consulente della Procura e che divergono da quelle del centro guidato da Massimiliano Taccone. Un altro elemento per mettere ordine nei tamponi “ballerini”, secondo l’avvocato Massaro, è quello relativo ai tempi entro i quali sono stati riprocessati i tamponi sia dal consulente della Procura che dai centri Synlab, Campusbiomedico e Merigen. I protocolli dell’Iss prevedono che le verifiche debbano avvenire entro 72 ore, tre giorni, dal primo tampone. Il fatto che i tamponi siano stati riesaminati al “Moscati” quando erano già trascorsi quattro giorni e sei ore potrebbe costituire un pregiudizio sulla attendibilità dei risultati.

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