Castellammare, il Covid cancella le tradizioni natalizie: niente falò e canti votivi

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Castellammare, il Covid cancella le tradizioni natalizie: niente falò e canti votivi

Castellammare. Il Covid cancella tutto anche le tradizioni storiche. Per la prima volta dopo 120 anni, infatti, a Castellammare la notte della “prima stella” dove la stella sta ad indicare una delle dodici che ornano il capo della Vergine, sarà fatta di silenzio. L’antico canto di “fratiell e surelle”, la tradizione religiosa che a Castellammare vede andare in giro cantori e fedeli per dodici giorni fino all’8 dicembre, non si svolgerà. Lo ha deciso ieri un tavolo formato dall’amministrazione comunale e dalle forze dell’ordine. Sarà vietato, dunque, andare in giro di notte per le strade anche solo per intonare canzoni votive. Le forze dell’ordine hanno, infatti, assicurato che chiunque verrà trovato in giro durante le notti che vanno dal 26 novembre al 7 dicembre, sarà passibile di multa per aver violato le disposizioni relative alla zona rossa. Inutili sono stati i tentativi di mediazione dell’amministrazione comunale che avrebbe voluto ottenere almeno un “pass” per una piccola delegazione di cantori muniti di ogni forma di dispositivo di protezione. Il tavolo ha anche ribadito, ma questa sembrava una cosa scontata, il no netto all’organizzazione dei falò nei rioni e in qualsiasi altro posto sul territorio comunale. Il sindaco avrebbe voluto organizzare un solo falò sull’arenile per poter così riprendere l’evento e trasmetterlo in streaming sulla pagina della Città di Castellammare. Ipotesi, che, però è stata bocciata. La presenza di un falò in villa avrebbe potuto portare comunque persone a voler assistere in presenza. E in un momento come questo è un lusso che la Castellammare devastata dai contagi e dai lutti non si può permettere.

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