Bonus spesa, i furbetti ridanno i soldi al Comune di Torre Annunziata

Giovanna Salvati,  

Bonus spesa, i furbetti ridanno i soldi al Comune di Torre Annunziata

Torre Annunziata. Venti furbetti chiedono scusa e restituiscono il contributo del bonus spesa ottenuto in modo illecito. «Abbiamo sbagliato. Lo abbiamo fatto per paura e sopratutto perché eravamo nel panico più totale visto il momento per questo abbiamo deciso di riconsegnare i soldi al Comune». A dirlo è uno degli oltre duecento furbetti di Torre Annunziata che è accusato di aver percepito, senza averne il diritto, il bonus di 500 euro.

La somma rientra nelle risorse economiche che il Comune di Torre Annunziata, come gli altri, aveva ricevuto da un fondo stanziato dalla Regione Campania. Per accedervi i cittadini avrebbero dovuto presentare Isee e certificazioni, ma nel lungo elenco dei beneficiari sono spuntati decine e decine di nominativi di persone che non ne avevano il diritto. Una scoperta fatta dai finanzieri del comando gruppo di Torre Annunziata che hanno scovato i furbetti denunciandoli e obbligandoli alla restituzione della somma oltre che alla denuncia penale per la quale saranno sottoposti ad un procedimento. Ma nel frattempo c’è chi ha deciso di restituire autonomamente anche la somma ottenuta in modo illecito. A contattare Metropolis una delle venti persone che hanno avanzato richiesta al Comune di conoscere l’iter di restituzione delle somme. «Non ne avevamo diritto – dice la donna – e forse saremmo tra i pochi che lo ammetteranno: ho perso mio marito un anno fa, lavoro come stagionale e ritenevo di averne il diritto ecco perché ho presentato la domanda.

Il bonus mi è stato dato e seppur ero consapevole di non rientrare nei requisiti ho presentato la domanda, ma solo perché anche se non certificato in nessun atto, la mia condizione economica non è delle migliori, prendo anche il pacco spesa» ammette la donna. Eppure il suo nome è finito nel mirino insieme a quello di altre cento persone. Tra queste solo venti avrebbero deciso, nel frattempo che   venga comunque instaurato il procedimento giudiziario, di restituire le somme. Si tratta di possessori di partita Iva che non rientravano tra i destinatari della misura di sostegno economico, di chi aveva regolare lavoro e anche busta paga ma ha certificato l’opposto o chi invece ha inserito nel proprio stato di famiglia bambini e anziani seppur non componenti del nucleo.

Dichiarazioni che, finite sotto la lente di ingrandimento dei controlli dei finanzieri, sono state  ovviamente scoperti e denunciati. Una inchiesta che non ha interessato solo Torre Annunziata ma anche il resto dell’hinterland come Poggiomarino, Boscoreale, Sant’Agnello, Gragnano: furbetti che avrebbero approfittato dei soldi e del caos di quel momento che nel primo lockdown non aveva consentito subito delle verifiche prima dell’erogazione del bonus.

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