Sindaco despota a Torre Annunziata: donne in fuga e giunta in panne

Giovanna Salvati,  

Sindaco despota a Torre Annunziata: donne in fuga e giunta in panne

«Solo una donna nell’esecutivo non può garantire il rispetto della legge sulle quote rosa» lo dice Claudio Bergamasco dell’associazione politica La Paranza delle Idee che apre un vero e proprio terremoto in Comune. A questo si aggiunge la nota di Orfeo Mazzella che ha deciso di portare il caso all’attenzione del Prefetto Marco Valentini e così in casa Ascione piomba una nuova tegola. Non basta la matassa difficile da sbrogliare nella quale si è messo: il rimpasto di giunta sta infatti creando non poche tensioni, scontri e ricatti. A questo si è aggiunta anche il problema delle quote rosa. Le dimissioni di due assessori, Roberta Ramondo con deleghe alla cultura e Martina Nastri con deleghe alle politiche sociali hanno creato un vuoto in termini di parità come ha sottolineato Mazzella nella sua nota al Prefetto. «Il sindaco non sta rispettando da oltre due mesi la legge – dice – infatti, degli attuali sette membri della giunta comunale di Torre Annunziata, attualmente, soltanto una donna, l’assessore al bilancio e al patrimonio Emanuela Cirillo». E ancora: «Nelle giunte dei Comuni sopra i tremila abitanti “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%”. Nel caso di specie, si evince quindi che le donne in giunta devono essere almeno tre. Oltre a violare la norma crediamo che il sindaco di Torre Annunziata stia mettendo a rischio la democrazia poiché ignora i principi sulle pari opportunità e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, che rendono effettiva la partecipazione di entrambi i sessi in condizioni di pari opportunità alla vita istituzionale degli enti territoriali». Di fatto il sindaco ha congelato le deleghe della Ramondo ma quelle della Nastri le ha invece subito concesse al suo consigliere di riferimento, Luigi Cirillo. Se non rimpiazza le due quote rosa potrebbe rischiare anche un commissariamento ma al momento tutti i consiglieri hanno espresso preferenze indicando professionalità maschili e non femminili, una situazione che non solo sottolinea la scarsa sensibilità degli amministratori locali ma anche la chiara violazione delle normative. «Riteniamo che il sindaco non possa ignorare la norma – conclude nella nota al Prefetto –  un sindaco che si mette “fuori dalla Legge” in una città come Torre Annunziata che ha un problema storico di legalità, non è accettabile in nessun caso, né per tempi prolungati». La parola passa quindi ora al prefetto napoletano mentre dalla minoranza Pierpaolo Telese tuona «c’è in atto un mortificante stillicidio sul rimpasto, per la serie carta vince, carta perde e la vicenda delle quote rosa denota una scarsa attenzione verso il tema ma non è una novità, nelle prossime ore daremo voce in consiglio comunale alle denunce e alle critiche levatesi dall’opinione pubblica».

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