Castellammare, incubo contagi tra gli operatori del pronto soccorso del San Leonardo

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Castellammare, incubo contagi tra gli operatori del pronto soccorso del San Leonardo
L’ospedale San Leonardo


Castellammare. I sindacati degli infermieri sono sul piede di guerra. A Castellammare la Fials alza il tono della polemica parlando espressamente di “grave emergenza al pronto soccorso del San Leonardo, con rischio serio di contagio utenza-operatori”. Parole durissime quelle pronunciate dal responsabile territoriale Gennaro Iovino che ricorda che “quando la FIALS in tutte le sedi denunciava l’inesistenza di creazioni di percorsi pulito-sporco nessuno ci dava ascolto, temporeggiando e accumulando ritardi su ritardi”. Secondo gli infermieri, infatti, “si evince la gravissima emergenza del pronto soccorso del presidio ospedaliero stabiese che mette a serio rischio di contagio tutti gli operatori e i pazienti che arrivano unitamente con i propri familiari che rischiano quotidianamente di infettarsi”. Secondo gli infermieri, inoltre, sono diverse le questioni mai risolte nell’ospedale di viale Europa. Tra queste “l’entrata indiscriminata dei parenti che sostano vicino agli ammalati sospetti positivi e quant’altro senza nessuno tipo di filtraggio che, dovrebbe assicurare questo flusso di persone a non accedere nei locali del pronto soccorso” oppure “i percorsi puliti e sporchi che camminano a braccetto senza nessuna distinzione” senza dimenticare “gli operatori sanitari messi alla berlina e buttati in pasto al “Covid-19” per non parlare poi della incostante ed ottimale fornitura di dispositivi di protezione”. Le contestazioni. Il sindacato mette in evidenza alcuni punti legati alla situazione, a dire degli infermieri, insostenibile nel San Leonardo. Anzitutto il personale paramedico iscritto alla Fials chiede come “si intenda regolare l’azienda sull’entrata dei pazienti”. E poi, chiede anche, di analizzare la situazione legata all’accesso attuale che “consiste in una ripida rampa non a norma, dove per trasportare l’ammalato con sedia o l’apposita barella ci vogliono minimo quattro operatori per spingere e frenare la stessa barella con il rischio di certi eventi infortunanti per operatori ed utenti”. Anche “l’esiguità degli spazi assistenziali rapportati al bacino d’utenza è fantasioso”, ma ciò che preoccupa di più gli infermieri è che in tutto questo tempo “non si è pensato a formare il personale, in vista della prossima apertura di un reparto di terapia intensiva e sub intensiva”. Secondo la Fials, infatti, tale reparto prevede attrezzature ad alta tecnologia e sistemi di monitoraggio parametrici.Pertanto è necessaria una formazione adeguata al personale sanitario tutto, al fine di erogare un’adeguata risposta assistenziale.Non parliamo poi della, carenza di personale medico, infermieristico ed operatori socio sanitari”.Quello del sindacato è un vero e proprio grido d’allarme in relazione a ciò che sta accadendo in queste settimane. “Il personale è allo stremo, la dotazione organica è insufficiente, ed è impensabile il ricorso ad ore rese in regime di straordinario per “apparare” il servizio assistenziale giornaliero, in un pronto soccorso multifunzionale (covid, non covid e codici giallo-rossi, prossimamente area di pronto soccorso ordinario) Il personale in dotazione è letteralmente stremato per la carenza cronica di medici, infermieri e oss, dove non è più possibile dare assistenza con due e se tutto va bene tre unità mediche in un pronto soccorso che assicura assistenza Covid, il codice giallo e rosso, per un’utenza che registra centomila e oltre di prestazione annue” denuncia la Fials. Che riprende la denuncia fatta dal responsabile MCAU che sostiene come “il permanere nelle condizioni attuali a parere dello scrivente espone i pazienti e tutto il personale ad un grave rischio di contagio e non garantisce i minimi livelli assistenziali”. A preoccupare gli esponenti del sindacato anche il numero di “operatori che si sono infettati e che si stanno infettando continuamente”. Parole alle quali ha replicato il sindaco Cimmino: “Guardiamo con attenzione, inoltre, a quanto sta accadendo presso il nostro ospedale “San Leonardo”. Su nostra esplicita e reiterata richiesta, poi, le autorità sanitarie ci hanno permesso di aggiornare il triste numero dei decessi per Covid nella nostra città che comprende sia la prima sia la seconda ondata della malattia. Si tratta di casi già saliti alla ribalta delle cronache nei giorni scorsi” le parole del primo cittadino che ha raccolto l’allarme della Fials.

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