Scintille nella seduta per il bilancio: conti in rosso, ma i politici di Terzigno trovano i soldi per pagarsi gli stipendi

Andrea Ripa,  

Scintille nella seduta per il bilancio: conti in rosso, ma i politici di Terzigno trovano i soldi per pagarsi gli stipendi

C’è un fondo di ottantamila euro finanziato dal governo per i commercianti colpiti dalla crisi legata al Covid, ma all’interno degli atti dell’assestamento di bilancio – votato lunedì notte dalla maggioranza del consiglio comunale di Terzigno – c’è soprattutto lo sblocco delle indennità per sindaco, presidente del consiglio comunale e gli assessori, che da gennaio potranno contare su un tesoretto da 137mila euro. Per la silenziosa maggioranza del primo cittadino rieletto lo scorso ottobre si tratta di un atto di routine, per le forze di minoranza che hanno duramente criticato le recenti manovre economiche dell’ente una «triste priorità in un periodo così delicato». Non sono mancati gli scontri nell’ultimo consiglio comunale che, a differenza del primo dell’era Ranieri bis, s’è tenuto da remoto. E come al solito s’è arrivati a notte fonda per l’approvazione di alcuni punti previsti dall’ordine del giorno stilato dal neo-presidente Antonio Vaiano. Ma prima della discussione «sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio» c’è una parte di seduta resa accessibile soltanto nella serata di ieri – 24 ore dopo lo svolgimento del consiglio – ai cittadini. I problemi tecnici che hanno fatto da sfondo al consiglio comunale sono destinati a finire al centro di una nota pronta a piombare sulla scrivania del prefetto. Dalla diretta negata, fino alla decisione di procedere con i lavori della seduta nonostante una richiesta di «spostare» il consiglio in seconda convocazione proprio per i disagi legati allo svolgimento dei lavori online. «I consigli in camera caritatis non sono sintomo di trasparenza. – ha spiegato Francesco Nappo – Il consigliere Vincenzo Aquino aveva chiesto il rinvio della seduta proprio per i problemi legati alla connessione tra la piattaforma e il canale di trasmissione e non è stato preso in considerazione».  Ma è sui conti del Comune che s’è concentrata la discussione. Non sono passati inosservati i 137mila euro stanziati – senza che alcun dirigente ne presentasse richieste – per il pagamento degli stipendi dal 2021 ai componenti della giunta comunale. Una manovra che avviene in quadro economico generale di assoluta precarietà. «Bisognerà ripianare questo disavanzo di 5,4 milioni di euro nei conti pubblici, ciò ci porterà a tagli drastici. Non è una cosa di poco conto. Per l’anno 2021 c’è solo una voce legata agli aumenti dei capitoli di spesa, tranne che per le indennità di sindaco e assessori. Ci vuole un coraggio a mettere in bilancio questa spesa, una decisione che va oltre la decenza», il duro intervento dell’ex vicesindaco oggi seduto tra i banchi della minoranza dopo aver sostenuto la candidatura di Enzo Aquino. «Assurdo pensare a tutto ciò, soprattutto alla luce della situazione economica che sta attraversando il paese. Ci sono interi consigli comunali che hanno rinunciato ai soldi, devolvendo lo stipendio alle famiglie in difficoltà». Parole pesanti a cui ha fatto seguito la disamina di Stefano Pagano, anche lui molto critico. «Questo bilancio è una letterina che ci viene propinata, con i consiglieri che seguono il dettato. Spero in un cambio di passo dell’amministrazione, perché a quanto vedo c’è una confusione. Gestionale e politica», l’affondo del leader di Forza Italia. Invettive che non hanno scalfito una maggioranza che è apparsa nuovamente compatta. Il voto favorevole è arrivato senza patemi con anche il parere positivo dei «consiglieri ribelli», i quali hanno trovato una nuova intesa con la fascia tricolore dopo le polemiche delle ultime settimane.

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