Torre del Greco, accoltellò il «rivale» dopo la lite: condannato parcheggiatore abusivo

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, accoltellò il «rivale» dopo la lite: condannato parcheggiatore abusivo

Condannato a 5 anni e 10 mesi di carcere nonché al risarcimento della vittima. A due anni dalla lite sfociata nel sangue – avvenuta davanti al bar Kenya, a Santa Maria Capua Vetere – arriva la condanna definitiva per Ciro Borriello, parcheggiatore abusivo di 39 anni finito alla sbarra con l’accusa di tentato omicidio. A scrivere la parola fine al procedimento giudiziario innescato dall’arresto del 10 gennaio 2019 sono stati i giudici della suprema corte di Cassazione: i magistrati della settima sezione penale – presidente Angela Tardio – hanno confermato il verdetto emesso dalla corte di appello di Napoli, già in linea con il gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Secondo gli ermellini di Roma, dunque, Ciro Borriello si scagliò contro la vittima per la gestione di un’area di sosta e non esitò a impugnare un coltello per eliminare il potenziale «concorrente».

L’aggressione shock

La lite shock si inseriva in un contesto già caldo, con una guerra in corso tra parcheggiatori abusivi del Casertano. Una guerra in cui Ciro Borriello si era inserito da «straniero», scatenando malumori e proteste. L’arrivo del trentanovenne di Torre del Greco a Santa Maria Capua Vetere non era, infatti, sfuggito agli «habituè» del racket sulla sosta: uno o due euro – a seconda della «zona di competenza» – utili a sbarcare il lunario da disoccupati, ora contesi dal nuovo arrivato in città. Secondo le voci raccolte dagli investigatori, Ciro Borriello era stato già «invitato» a chiare lettere a lasciare il parcheggio davanti al bar Kenya: un «consiglio» ignorato dall’uomo fino al 20 settembre del 2018, quando Franco Fiorillo – 42 anni, storico parcheggiatore abusivo della zona – decise di affrontare personalmente lo «straniero» arrivato da Torre del Greco. La discussione degenerò in pochi minuti, perché Ciro Borriello estrasse un coltello dal giubbotto e colpì ripetutamente il rivale per poi scappare via.

I soccorsi e le indagini

La scena venne notata da diversi testimoni, pronti a lanciare l’allarme al centralino del locale commissariato di polizia. Al proprio arrivo davanti al bar Kenya gli uomini in divisa accertarono che la vittima era stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso. Il ferito, raggiunto dai poliziotti in ospedale, raccontò subito di essere stato aggredito da un suo conoscente – successivamente identificato in Ciro Borriello – al termine di una lite legata al business del racket sulla sosta tra via Roma e via Duomo.

L’arresto e le condanne

A distanza di tre mesi, Ciro Borriello venne arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Un’accusa pagata in tutti i gradi di giudizio con una condanna a 5 anni e 10 mesi di reclusione, in aggiunta al risarcimento della vittima. (

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