Castellammare. Mazzette al Comune, inchiesta su altre tre pratiche di condono

Tiziano Valle,  

Castellammare. Mazzette al Comune, inchiesta su altre tre pratiche di condono

Gli accordi per le mazzette presi in piazza, proprio sotto il Comune. Le bustarelle incassate in un garage del centro antico, a due passi da Palazzo Farnese. Quello che emerge dagli atti dell’inchiesta a carico del geometra comunale Ranieri Esposito e di altri sei indagati è un contesto in cui tutti si sentivano intoccabili, a tal punto da non ricorrere nemmeno a chissà quale escamotage per sfuggire ai controlli. Tutto o quasi avveniva alla luce del sole e agli investigatori è bastato acquisire qualche immagine di videosorveglianza oppure organizzare un attento pedinamento per riscontrare e documentare incontri e scambi di soldi, che servivano per aggiustare le pratiche edilizie.A proposito: i due episodi contestati al geometra Ranieri Esposito sarebbero solo la punta dell’iceberg. Nel mirino della guardia di finanza di Castellammare di Stabia che per un anno ha monitorato gli spostamenti del dipendente comunale accusato di induzione indebita a dare o promettere utilità, ci sono almeno altre tre pratiche edilizie considerate sospette. Le indagini dunque potrebbero allargarsi e mettere nel mirino anche altri personaggi finora solo sfiorati dall’inchiesta.D’altronde il geometra comunale finito ai domiciliari, negli atti appare quasi come un giocatore d’azzardo. Non consegnava le relazioni tecniche nonostante le sollecitazioni del dirigente del settore Urbanistica e dei vigili urbani, pressava i proprietari delle abitazioni che doveva controllare chiedendo soldi per aggiustare le carte, incontrava i suoi complici alla luce del sole e parlava al telefono con estrema serenità arrivando persino ad accusare i vigili urbani di essere troppo rigidi nello svolgere il loro lavoro.Un atteggiamento favorito anche dall’omertà di chi era disposto a pagare fino a diecimila euro per ottenere favori. Come nel caso del noto assicuratore stabiese Vincenzo Iurillo, indagato a piede libero, che prima raccontò ai vigili urbani delle pressioni subite da Ranieri Esposito, poi si rifiutò di denunciare e alla fine decise di pagare per farsi aggiustare le pratiche e ottenere il dissequestro. Anche Iurillo, come più volte sottolineato dal gip del Tribunale di Torre Annunziata Emma Aufieri nell’ordinanza di custodia cautelare, millantava rapporti con i giudici e minimizzava il lavoro svolto dagli ufficiali della polizia municipale.E’ proprio dagli abusi edilizi della villa di Iurillo in via Castello che partono le indagini condotte dai finanzieri agli ordini del capitano Salvatore Della Corte. Le ennesime che hanno riguardato l’Ufficio Tecnico del Comune di Castellammare di Stabia negli ultimi anni. E con tutta probabilità nemmeno le ultime, perché gli investigatori nel corso delle perquisizioni a Palazzo Farnese hanno portato via i faldoni di altre tre pratiche di condoni edilizi con l’obiettivo di verificare la legittimità degli atti.

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