Mazzette e regali, finanziere scagionato dopo dieci anni

Giovanna Salvati,  

Mazzette e regali, finanziere scagionato dopo dieci anni

Fabrizio Giaccone è un colonnello della guardia di finanza. Per anni ha guidato il comando gruppo di Torre Annunziata fino alla tempeste che lo hanno travolto tanto da allontanarlo dalla città e dai vertici. Una carriera rallentata a causa delle vicenda giudiziarie che lo hanno coinvolto. Dall’amicizia scomoda con il farmacista Nazario Matachione e la bufera che nel 2014 lo aveva portato all’arresto all’episodio di presunta corruzione per una tangente di centomila euro incassata per chiudere un occhio su un accertamento fiscale sulle obbligazioni emesse dalla Deiulemar, compagnia di navigazione di Torre del Greco. Una battaglia andata avanti per anni tra udienza, sentenze, ricorsi e il tentativo di dimostrare la completa estraneità a quei fatti che invece lo dipingevano come una divisa infedele. Nei giorni scorsi, per l’episodio relativo alla mazzetta di centomila euro è arrivata la deposizione definitiva della sentenza in Cassazione. L’udienza si era svolta il 22 settembre, il giudice si era preso tempo per la decisione e ieri la deposizione ufficiale dell’atto che scagiona definitivamente il colonnello Fabrizio Giaccone che per anni ha guidato il comando gruppo della Finanza di Torre Annunziata. La sentenza della Cassazione mette la parola fine all’intera vicenda nella quale fu tirato in ballo il colonnello trascinato fino davanti al collegio dove i giudici giudicanti hanno dichiarato inammissibile il ricorso che era stato presentato dal pm. A raccontare di Giaccone è Angelo Della Gatta, il “contatto” con il colonnello Fabrizio Giaccone sarebbe avvenuto nel 2010. All’epoca, il colosso economico di via Tironi già navigava in cattive acque, ma nulla era trapelato all’esterno. Tuttavia, la guardia di finanza aveva acceso i riflettori sulle obbligazioni emesse in traversa Vittorio Veneto e Angelo Della Gatta decise di “investire” la bellezza di centomila euro per ottenere l’interessamento alle indagini da parte del colonnello del comando gruppo di Torre Annunziata. Una circostanza confermata dal comandante Giuseppe Lembo, che confessò agli investigatori di avere avallato la decisione del socio in affari: i soldi furono sistemati all’intendo di due scatole di cioccolatini, in modo da “addolcire” Fabrizio Giaccone. A dare forza alle deposizioni degli armatori-vampiri, ci furono poi gli accertamenti condotti dagli investigatori. A partire dalle informazioni rese da un altro finanziere e i controlli bancari a carico dell’indagato relativi in particolare ai versamenti e ai prelievi relativi agli anni 2011 e 2013. Dopo circa dieci anni il colonnello è stato completamente scagionato e l’ultimo ricorso in Cassazione rigettando archiviando definitivamente la sua posizione per un’accusa completamente cancellata  dai giudici.@riproduzione riservata

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