Pompei. La Cartiera, negozi ko «Il governo ci penalizza»

Giovanna Salvati,  

Pompei. La Cartiera, negozi ko «Il governo ci penalizza»

«Saremo gli unici a pagare le conseguenze disastrose del nuovo decreto, sono settimane che abbiamo abbassato le serrande e il nostro centro commerciale è deserto. Danni economici che non ci saranno ripagati». Francesca è una delle tante negozianti che lavorano alla Cartiera di Pompei, il centro commerciale che come altri sarà nuovamente costretto a restare chiuso nel week-end dopo le ultime disposizioni governative. Una mazzata per gli oltre 126 negozi che sono all’interno della galleria commerciale e che attendevano il nuovo decreto per riaprire le loro attività. Speranze inattese e una decisione alla quale non ci stanno. «Ordinando la chiusura nel week-end non solo di creano affollamenti durante la settimana – dicono – e questo sarà il primo effetto negativo, ma si impedisce nel contempo ad una fetta di cittadini di fare acquisti».   Da Pompei a Nola, fino ad arrivare alle catene commerciali più grandi come quella di Caserta e Salerno, l’umore è lo stesso per tutti. «La chiusura dei centri commerciali favorisce il rischio assembramenti e ostacola l’accesso ai beni di prima necessità Beni disponibili nei negozi in città, ma non nei centri commerciali: le restrizioni contraddittorie previste nel nuovo dcpm creano ostacoli immotivati ai consumatori e moltiplicano il rischio assembramenti. E’  invece quanto scrivono in una nota congiunta Ancc-Coop, Ancd-Conad, il Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali, Confimprese e Federdistribuzione che esprimono preoccupazione per il Dpcm varato ieri e chiedono «con urgenza un intervento di modifica delle norme contenute nel Dpcm, eliminando le limitazioni agli esercizi che operano nei centri commerciali». Un intervento che – sostengono – produrrebbe un vantaggio per i consumatori, per le imprese e per la salute pubblica, riducendo il rischio degli assembramenti. Secondo i centri commerciali, in primo luogo «la chiusura dei punti vendita non alimentari dei centri commerciali nei giorni festivi e pre-festivi del periodo natalizio è una grave limitazione al servizio dei cittadini, una misura contraddittoria rispetto all’obiettivo della prevenzione sanitaria». «Il secondo elemento – continuano –  è l’incertezza generata dalle interpretazioni restrittive delle attività di vendita dei supermercati e ipermercati nei centri commerciali con il divieto di vendere prodotti non alimentari presenti sugli scaffali, i centri commerciali sono strutture sicure che applicano misure e controlli stringenti sin dalle prime fasi dell’emergenza. La tutela della salute è, infatti, un valore e un impegno al quale le aziende rappresentate hanno sempre dimostrato totale adesione, dandone dimostrazione sin dall’inizio della pandemia, attenendosi in maniera scrupolosa alle prescrizioni di legge e attivando ulteriori misure di sicurezza e sostegno a cittadini e lavoratori impattati dall’emergenza Covid». Di riflesso a decisioni come queste scattano anche conseguenze drastiche generate da una pandemia che ha messo in ginocchio centinaia e centinaia di attività: nel centro commerciale di Nola, il Vulcano Buono, a licenziare più di cento dipedenti è stato il supermercato. «Figure in esubero» avevano giustificato i vertici e «incassi minimi», insomma quanto basta per far scattare così una vera e propria crisi economica, zero incassi e zero stipendi tanto da spingere la direzione a lincenziare e poi chiudere. Decisioni drastiche che erano già state prese per altri negozi dopo il primo lockdown: dal parrucchiere a negozi di abbigliamento. Sono ormai pochi i negozi che resistono alla crisi e superare un ostacolo così grande sembra quasi impossibile. Intanto da oggi la Campania rientra nella zona arancione e molte delle attività commerciali potranno nuovamente riaprire, ed il rischio è che potrebbero crearsi nuovamente degli assembramenti e la curva epidiemologica potrà nuovamente risalire. Dal 21 dicembre invece cambieranno nuovamente le disposizioni e saranno messe in campo delel maggiori misure restrittive visto le festività natalizie. @riproduzione riservata

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