Puc fantasma a Torre Annunziata, il piano flop di Ascione

Giovanna Salvati,  

Puc fantasma a Torre Annunziata, il piano flop di Ascione

Il Piano Urbanistico Comunale a Torre Annunziata è un flop. Dopo mesi di annunci, attese, proclami e incontri, il progetto che avrebbe dovuto rivoluzionare la città resta ancora un sogno. Un ufficio staff pagato dal Comune che non ha ancora prodotto nulla, un ufficio di piano e una cabina di regia messa su per stilare il progetto in ogni singolo passaggio e vantato dai vertici dell’ente che ad oggi sembra fantasma. Insomma, la città continua a restare indietro di cento passi, una città vecchia urbanisticamente che vede interi quartieri completamente abbandonati, cadere a pezzi nell’indifferenza delle istituzioni e trasformati in ghetti mentre l’emergenza sociale continua a soffocare interi rioni.  Una città in affanno e completamente slegata mentre i progetti restano chiusi nei cassetti. Sul lato opposto ci sono quelli che invece partono ma che poi si fermano: un esempio su tutti i lavori di riqualificazione delle arcate borboniche che avrebbeto dovuto rappresentare una svolta finalizzata a recuperare l’intero lungomare di Torre Annunziata, riportare le vecchie arcate trasformate in ricettacolo di rifiuti a uso comune. Erano infatti destinate ad ospitare bar e ristori ma attualmente sono ancora chiuse in gabbie di ferro  e centri di sversamenti di rifiuti. Progetti flop che hanno rappresentato anche un primo investimento economico servito a nulla. Come il piano urbanistico comunale. Dalle stanze del Comune di via Provinciale Schiti continuano a promettere che «presto sarà completato» ma nel frattempo tutte le scadenze sono state violate. Entro il 30 settembre, pena commissariamento ad hoc da parte della Regione  andava adottato il piano, ma non è stato così. Anche le consideraizoni, obiezioni e note previste per legge che sarebbero dovute arrivare dai icttadini non sono arrivate. Eppure al Comune era stato creato un apposito ufficio di piano e affidato un incarico di supporto tecnico a un professionista esterno per circa €30.000,00, del quale però non si ha avuto più alcuna notizia. Eppure il Puc rappresenta uno strumento fondamentale per la città, per i cittadini quanto per gli enti ma forse non per l’amministrazione comunale. Intanto in città però si continuano a proclamare lavori, una parte di questi avviati come la riqualificazione di alcune strade ma altri fermi: dalla riqualificazione del Quadrilatero delle Carceri, i lavori infiniti allo Stadio Giraud annunciati a luglio e ancora oggi mai partiti. Eppure le opere pubbliche, il Puc, rendere la città vivibile con servizi per i cittadini era stato uno dei cavalli di battaglia dell’amministrazione comunale e del suo assessore ai lavori pubblici, il vicesindaco Luigi Ammendola.

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