Sant’Agnello, le 53 case sequestrate. Indagini anche sui costi delle abitazioni

Salvatore Dare,  

Sant’Agnello, le 53 case sequestrate. Indagini anche sui costi delle abitazioni

L’inchiesta sull’housing sociale di Sant’Agnello è destinata ad allargarsi. La Procura di Torre Annunziata, che ritiene abusive le 53 case realizzate in un fondo di via monsignor Bonaventura Gargiulo, sta indagando a trecentosessanta gradi sull’intera procedura amministrativa che ha portato il Comune a pubblicare un bando per assegnare gli alloggi. In questo sentiero investigativo spuntano anche ulteriori elementi da esplorare. A partire dai costi sostenuti dalle famiglie per prenotare le abitazioni valutate diverse centinaia di migliaia di euro. Sotto la luce dei riflettori anche la documentazione riguardante le “caparre”. Gli indagati rimangono quattro, per il momento, ovvero l’ingegnere Antonio Elefante e il commercialista Massimiliano Zurlo della società Shs (che ha ottenuto il permesso di costruire ritenuto irregolare perché in contrasto con lo strumento urbanistico) e Danilo Esposito e Francesco Gargiulo, amministratori dell’impresa edile New Electra di Piano di Sorrento che inizialmente è risultata essere titolare dei lavori di costruzione delle palazzine. La Procura di Torre Annunziata, che effettuerà approfondimenti almeno per i prossimi sei mesi – decisione contestata apertamente dagli aggiudicatari che chiedono tempi celeri per arrivare a un eventuale processo – non smette di lavorare sul caso e non si esclude affatto la possibilità di ascoltare come persone informate dei fatti proprio le famiglie. Si vedrà. La tensione rimane alle stelle poiché sinora i gridi di dolore degli aggiudicatari sono rimasti inascoltati.

Come annunciato una decina di giorni fa dalle famiglie, con tanto di documento ufficiale, i magistrati «ci hanno detto di metterci una pietra sopra e che le case vanno abbattute». Lo stesso sindaco Piergiorgio Sagristani, diversi mesi fa, ha raggiunto il Tribunale di Torre Annunziata per invitare la magistratura a condurre al meglio le indagini cercando di accelerare. Motivo? Le famiglie hanno bisogno di avere risposte certe, chiare. Che potrebbero giungere soltanto al termine delle indagini e di un processo. Finora però i tempi sono destinati ad allungarsi e bisogna anche chiarire come – qualora venissero definitivamente ritenute illegali le 53 abitazioni – le famiglie potranno recuperare i soldi anticipati alla Shs di Elefante e Zurlo. Le indagini non sono ancora chiuse, di processo all’orizzonte neppure l’ombra e il tempo continua a scorrere inesorabile. C’è chi vive in una casa di fortuna dove il distanziamento sociale è utopia, altri hanno dovuto chiedere ospitalità ai genitori. Una follia. Senza dimenticare che in tutta questa querelle pesano come macigni pure le parole dei magistrati del Tribunale del Riesame di Napoli, che in primavera confermarono i sigilli parlando di «non trascurabile malafede» da parte del Comune di Sant’Agnello.

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