Giallo elezioni a Sorrento, caso al prefetto

Salvatore Dare,  

Giallo elezioni a Sorrento, caso al prefetto

La querelle sulla presunta incandidabilità dell’ex sindaco di Sorrento Marco Fiorentino, escluso dal consiglio comunale da parte dell’ufficio elettorale centrale anche alla luce della sua condanna in via definitiva per omicidio colposo, sbarca ufficialmente sulla scrivania del prefetto di Napoli Marco Valentini. A investirlo della vicenda è l’ex candidato alla carica di primo cittadino Mario Gargiulo, sconfitto al ballottaggio dello scorso 5 ottobre dall’attuale fascia tricolore Massimo Coppola. Nella nota, si chiede al prefetto di verificare la regolarità delle procedure che hanno portato all’insediamento dei due consiglieri comunali del gruppo Fiorentino, cioè Luigi Gargiulo e Rossella Di Leva (subentrata, con la surroga, all’assessore Antonino Fiorentino), che sono ormai in orbita maggioranza visto che lo stesso Fiorentino ha sostenuto Coppola al ballottaggio. Il giallo sulle elezioni Comunali dello scorso settembre, non è un mistero, potrebbe sfociare in un ricorso al Tar della Campania. Non lo farà Gargiulo, che ha dichiarato in tutte le salse di rispettare l’esito delle elezioni e che riconosce come sindaco eletto proprio Coppola. Al di là di ciò, però, il consigliere comunale di opposizione ritiene esistente un vizio procedurale. «Fiorentino non poteva partecipare alla competizione elettorale e dunque vanno perlomeno esclusi i consiglieri comunali collegati alla sua candidatura a sindaco» sintetizza l’ex assessore agli eventi. Che precisa: «Ho letto gli atti, l’ufficio elettorale dice chiaramente che Fiorentino era incandidabile e dunque è risultato ineleggibile proprio per questo. Si sta scherzando col fuoco».

Il caso è intricato e nessuno per ora appare intenzionato ad assumersi la responsabilità di firmare un’istanza attraverso la quale si rischia di condurre la città a nuove elezioni. Un incubo, soprattutto in un momento delicato come questo, in cui ci sono da fronteggiare l’emergenza sanitaria e quella economica a causa del Covid 19. Sia chiaro: Gargiulo, già in sede di insediamento in consiglio, aveva mostrato forti perplessità circa l’iter seguito per la convalida degli eletti tanto da astenersi assieme ai veri colleghi di opposizione. «Potevano due liste elettorali essere ammesse alla competizione sebbene collegate ad un candidato sindaco incandidabile? Probabilmente no, e se così è stato, possono due eletti di queste liste sedere in consiglio comunale? Probabilmente no. Ebbene noi non andiamo oltre, non siamo giuristi ma riteniamo che questi sarebbero stati validi motivi per un ulteriore preventivo approfondimento».

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