Caos rifiuti a Ercolano, disastro & beffa: la Buttol vuole altri 662.000 euro dal Comune

Alberto Dortucci,  

Caos rifiuti a Ercolano, disastro & beffa: la Buttol vuole altri 662.000 euro dal Comune
Cumuli di rifiuti a Pugliano (foto di repertorio)

Ercolano. Si arricchisce di una nuova puntata la telenovela dei rifiuti all’ombra degli Scavi. Non bastassero le croniche emergenze legate a un servizio di raccolta mai effettuato con efficienza e puntualità, una nuova grana legale rischia di aprire l’ennesima voragine all’interno dei disastrati conti dell’ente di corso Resina. Perché esattamente a quattro anni dall’aggiudicazione dell’appalto Nu – il contratto venne firmato il 7 dicembre del 2016 – i vertici della ditta Buttol hanno trascinato il Comune davanti al tribunale delle imprese di Napoli per ottenere il pagamento di 662.298 euro. Non propriamente la migliore delle notizie per la squadra di governo cittadino guidata dal sindaco Ciro Buonajuto, recentemente costretta a varare un piano di riequilibrio di bilancio per fronteggiare i debiti da 20 milioni di euro accumulati nel corso degli ultimi 10 anni dal Comune.

Il contratto e la lite

Il contenzioso legale ruota proprio intorno al contratto con cui il Comune affidò i servizi di igiene urbana al colosso ambientale con sede a Sarno in cambio di un corrispettivo economico di circa sei milioni l’anno, ovviamente tutti a carico dei contribuenti. In base a uno specifico articolo del capitolato di gara, tuttavia, venivano conteggiate le somme incassate dalla ditta Buttol per il conferimento dei rifiuti riciclabili presso i centri convenzionati del Conai – la previsione effettuata dall’ente di corso Resina era di circa 400.000 euro l’anno – e le stesse somme venivano sottratte dal costo complessivo dell’appalto Nu. Una «pratica» comune a tutte le città, ma diventata un boomerang per diverse amministrazioni comunali della provincia di Napoli. Perché la ditta Buttol – esattamente come accaduto a Torre del Greco per l’appalto avviato a marzo del 2019 – si è improvvisamente accorta di non avere mai incassato le somme previste dal Comune, sia perchè la percentuale di raccolta differenziata non aveva raggiunto la quota stimata del 50% sia perchè i ricavi derivanti dal conferimento in discarica non erano mai stati corrisposti nella misura prevista unilateralmente dall’ente di corso Resina. In pratica, i 400.000 euro l’anno di incassi-Conai messi in conto dal Comune non sarebbero mai entrati nelle casse del colosso ambientale presieduto dal generale dei carabinieri Franco Mottola.

Il ricorso e lo scontro

Di qui, prima il tentativo di risolvere «bonariamente» la questione e poi il contenzioso legale. A metà novembre, la ditta Buttol – attraverso il consigliere delegato Alessandro Nardi, a mezzo dell’avvocato Donato Palmieri – ha citato in giudizio l’ente di corso Resina per ottenere la bellezza di 662.000 euro e spiccioli a titolo di saldo dei canoni maturati per i servizi di igiene urbana resi per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019. Un’azione legale davanti a cui – considerata pure la «qualità» della raccolta dei rifiuti in città – la squadra di governo cittadino guidata dal sindaco Ciro Buonajuto ha deciso di resistere in giudizio. La giunta comunale ha affidato il compito di difendere l’ente di corso Resina all’avvocato Paolo Castelluccio, il legale di Torre Annunziata «convenzionato» con il Comune a partire dal dicembre del 2015 e fresco di proroga dal giugno 2020. Lo scontro davanti al tribunale delle imprese di Napoli si aprirà a febbraio del 2021, quando Comune e ditta Buttol scopriranno chi ha sbagliato i calcoli.

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