Il dramma delle tasse a San Giuseppe Vesuviano: 3 su 4 non le pagano

Andrea Ripa,  

Il dramma delle tasse a San Giuseppe Vesuviano: 3 su 4 non le pagano

Nei mesi difficili dettati dalla crisi legata a doppio filo con l’emergenza sanitaria attualmente in corso, il rischio legato all’incremento del tasso di evasione fiscale è sempre più alto. E a San Giuseppe Vesuviano, tra i comuni dell’hinterland vesuviano con uno dei dati più preoccupanti dal punto di vista del mancato versamento dei tributi, più che un rischio i prossimi mesi potrebbero mettere ulteriormente in luce un dramma economico-finanziario che da queste parti si trascina da tempo. Tre cittadini su quattro non pagano le tasse. Ogni anno vanno in fumo oltre tre milioni di euro soltanto per quanto riguarda la tassa sui rifiuti. Senza contare tutto il resto, tra Imu, Tosap e quanto altro previsto dal piano economico finanziario dell’Ente. Gli incassi sono ridotti al lumicino, mentre i debiti – anche quelli vecchi e antecedenti all’amministrazione Catapano – cominciano a essere un fardello per la squadra di governo locale trainata dal sindaco della Lega. Anche per questo il deficit strutturale delle finanze pubbliche, reso ufficiale ad agosto scorso, pende come una spada di Damocle sulla testa di un’intera maggioranza di consiglio comunale. I dati sono drammatici ed emergono fuori nei giorni in cui l’Ente s’è trovata a discutere per l’approvazione – a poche settimane dalle fine del 2020 – del bilancio di previsione finanziario. Un atto arrivato in consiglio comunale giorni fa e capace, come solito accade, di infiammare il dibattito interno all’aula. Seppur virtuale. La capacità di riscossione del Comune di San Giuseppe Vesuviano è ferma al 26%. Come descritto nelle varie relazioni stilate da agosto a oggi dai funzionari e dai vertici dell’Ente di piazza Elena d’Aosta. Numeri che mettono San Giuseppe Vesuviano in condizioni di particolare allerta. «Siamo predisponendo di concerto con l’assessore alle finanze Enrico Ghirelli un piano che ci consenta di intervenire direttamente su chi non paga le tasse», l’affondo già nel corso dell’ultima seduta da parte del sindaco Vincenzo Catapano. Proprio lui, anche nel corso di un’intervista al quotidiano Metropolis, aveva mesi fa dichiarato che la vera spina nel fianco del Comune è l’elevato tasso di «evasione fiscale». Insieme all’assessore al bilancio, l’amministrazione sta adottando un piano di stretta fiscale sui furbetti delle tasse. Restano scettiche le opposizioni. Borriello aveva parlato già giorni fa di «politiche fiscali inesistenti». De Lorenzo ha affondato il coltello nel fianco dell’Ente parlando di «dissesto imminente e di immediato rischio di non poter più pagare gli stipendi». Mentre per Antonio Agostino Ambrosio le più gravi responsabilità sono legate «all’incapacità di riscossione dell’Ente. A fronte di una lotta contro l’evasione inesistente. Ogni anno perdiamo tre milioni di Tari e per il recupero crediti prevediamo 200mila euro. Da qui si notano le intenzioni del Comune in merito alla battaglia contro gli evasori del nostro paese».

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