Castellammare. Omicidio Tommasino, si apre la pista politica

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Castellammare. Omicidio Tommasino, si apre la pista politica

L’omicidio di Gino Tommasino è un messaggio diretto alla politica locale. E’ su questa convinzione che gli investigatori stanno andando avanti da settimane, scavando tra gli atti prodotti dagli uffici comunali, dalla giunta e dal consiglio comunale tra il 2005 e il 2009, per cercare riscontri a questa tesi che viene fuori dopo aver messo assieme le rivelazioni dei pentiti e le intercettazioni finora tenute fuori dall’inchiesta Tsunami, che appena una decina di giorni fa ha portato al rinvio a giudizio di 29 persone ritenute affiliate al clan D’Alessandro.

Nelle informative si fa riferimento pure alla relazione della commissione d’accesso che si è insediata a Palazzo Farnese, dopo il delitto del consigliere comunale del Partito Democratico del 3 febbraio 2009, in particolare per quanto riguarda la realizzazione di un sottopassaggio tra gli hotel della collina del Solaro e le Terme di Stabia, allora ancora attive, che avrebbe favorito le strutture private per l’acquisizione di accreditamenti dall’Inps.

E si fa riferimento a rapporti tra alcuni esponenti politici e della criminalità organizzata, risalenti alla campagna elettorale del 2005. Il sospetto è che alcuni candidati fossero andati a chiedere voti a pezzi da novanta del clan D’Alessandro, promettendo favori che poi non si sarebbero concretizzati.

Perché dopo tanti anni si riapre una pista investigativa, che sembrava finita in secondo piano è un mistero che si nasconde tra omissis e atti coperti da segreto istruttorio. Bisognerà aspettare lo sviluppo delle indagini sul delitto Tommasino per comprendere se la strada intrapresa per individuare il movente dell’omicidio e quindi i mandanti, stavolta è quella giusta.

Finora le motivazioni delle sentenze di condanna agli esecutori materiali dell’omicidio hanno fatto emergere svariate ipotesi, che confluiscono in una certezza: Tommasino ormai era considerato un ostacolo per gli affari del clan di Scanzano. Ma restano da chiarire quali sono questi affari e secondo gli investigatori ci si muove in un campo largo che tiene dentro anche le mosse della politica cittadina. Quella che il clan D’Alessandro fin dagli anni ottanta ha provato, e molte volte è riuscito, a condizionare, controllando gli appalti, le assunzioni e finanche le strategie di sviluppo della città.

Ecco perché la convinzione degli investigatori è che l’omicidio Tommasino ha voluto rappresentare anche un chiaro segnale alla politica. L’obiettivo, adesso, è capire su quale tema o progetto la camorra pretendesse di avere voce in capitolo e perché.

Al momento, nel fascicolo-bis per l’omicidio Tommasino, sono iscritti nel registro degli indagati: Vincenzo D’Alessandro, Teresa Martone,Sergio Mosca e Carmine Barba. Ma la lista potrebbe allungarsi.

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