Scafati, operatori del 118 esclusi dalle indennità Covid: parte la denuncia

Adriano Falanga,  

Scafati, operatori del 118 esclusi dalle indennità Covid: parte la denuncia

Scafati. Niente indennità aggiuntiva per l’emergenza Covid ai medici del 118. L’Asl di Salerno guidata dal dottor Mario Iervolino ha liquidato oltre un milione di euro per le indennità “una tantum” all’intero personale sanitario aziendale impegnato dal 17 marzo al 30 aprile, nella lotta al virus SarsCovid2. Importi che vanno da 55 a 1100 euro, e a beneficiarne è il personale in servizio presso le strutture Covid: medici, infermieri e oss. Ma paradossalmente sono stati esclusi proprio coloro che durante l’emergenza sono stati in prima linea contro il virus. Coloro che in assenza di Usca e nel passo indietro dei medici di famiglia si sono ritrovati ad affrontare emergenze del tutto nuove, con pochi mezzi di protezione individuali e in non pochi casi finendo contagiati. Le indennità sono state percepite dal personale di tutte le strutture, comprese quelle psichiatriche, che hanno avuto contatti con il Covid-19. Si va dall’Umberto I° di Nocera Inferiore al polo Covid Scarlato di Scafati, passando per Agropoli, Sarno, Oliveto Citra e cosi via. Le indennità, pari a 1,1 milione di euro, saranno liquidate con la retribuzione di dicembre. C’è profonda delusione tra i camici bianchi del 118, coloro che nei primi mesi sono stati i primi ad avere contatto con l’epidemia, in assenza di direttive, protocolli e finanche dispositivi di protezione individuale. “Abbiamo fatto come sempre il nostro dovere, tra incertezza e paura per un qualcosa di completamente nuovo, che stava mietendo vittime tra i nostri colleghi in tutta Italia” lo sfogo di un medico da anni in servizio sulle ambulanze. “Soprattutto i primi tempi, ogni chiamata relativa a febbre alta, dispnea e difficoltà respiratorie poteva essere un possibile caso Covid, ma ancora oggi siamo i primi a prestare soccorso ai pazienti domiciliati che vedono aggravarsi le proprie condizioni. Siamo noi ad accompagnarli in ospedale”. Eppure l’indennità viene riconosciuta a chi accoglie il paziente per le cure, e non a chi ha invece il primo contatto assoluto. Un paradosso. “Crediamo si sia trattato di una disattenzione della nostra dirigente, che non ha segnalato il nostro operato” continua il medico. Toccava infatti alle direzioni ospedaliere e dei dipartimenti strutturali dell’Asl, di segnalare il personale impegnato nelle attività emergenziali da Covid-19. Tra questi sono rimasti esclusi i medici del 118 in servizio, oltre ad infermieri e autisti soccorritori, questi ultimi in quanto non dipendenti ma “volontari” operativi presso le associazioni convenzionate.       

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