Schizofrenia al Governo: ora si punta al lockdown per Natale

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Schizofrenia al Governo: ora si punta al lockdown per Natale

Il bonus vacanze per consentire agli italiani di fare le ferie, poi le polemiche sugli assembramenti in spiaggia. Ora l’introduzione del cashback per aiutare i negozi in crisi e, subito dopo, la “terribile” visione delle gente che va in giro e fa shopping. Se non ci fosse di mezzo una pandemia, le polemiche di questi giorni, che vengono dagli stessi uomini di governo che quelle misure le hanno approvate, dovrebbero far sorridere. Il week-end che ha portato, complice anche la mitigazione dei colori delle aree, milioni di persone in strada, ha anche alimentato dubbi di scienziati ed esperti. I primi a lanciare una dura reprimenda sono stati quelli del Comitato Tecnico Scientifico che hanno parlato di “misure da consolidare ed eventualmente estendere e rafforzare con una sorta di lockdown per tutto il periodo di Natale”. La necessità di una nuova stretta, è stato spiegato dai tecnici, è legata all’impossibilità da un lato di un controllo capillare del territorio e dall’altro a dati ancora “preoccupanti”, con un’incidenza dei nuovi casi ancora troppo alta (nell’ultimo monitoraggio era di 193 ogni 100 mila abitanti, quando dovrebbe essere a 50 ogni 100 mila per poter garantire il tracciamento). Proprio per questo motivo, dopo aver sostenuto per settimane che i sacrifici sarebbero stati funzionali ad una riapertura a Natale, i ministri del Governo Conte sono tornati sui propri passi. E l’esecutivo studia un lockdown nazionale, sul modello della Germania di Angela Merkel, nei giorni festivi e prefestivi nel periodo che va da Natale all’Epifania. E’ ciò che emerge dal vertice di Palazzo Chigi: tutta l’Italia dunque potrebbe diventare zona rossa o arancione nei giorni festivi e prefestivi: 24-27 dicembre, 31 dicembre-3 gennaio, 5-6 gennaio. Con una prima  ipotesi che potrebbe riguardare il prossimo weekend, quello del 19-20 dicembre, considerato ad alto rischio per i movimenti programmati da milioni di italiani. Il primo ad aver scatenato polemiche e critiche è stato il ministro degli affari regionali, Francesco Boccia: “Le foto degli assembramenti mostrano scene ingiustificabili, irrazionali, irresponsabili. Comprendo la voglia delle persone di uscire, ma dovremmo sentire ogni giorno dentro di noi il lutto nazionale”. Sugli spostamenti tra i comuni “Conte è sempre stato rigoroso ma ascolta le proposte di tutti. Una cosa è lo spostamento tra piccolissimi comuni e borghi confinanti. Ma allargare i confini comunali a tutta la provincia, come chiede la destra, sarebbe un errore”. Una battaglia che si consuma tra chi vorrebbe una riapertura graduale ma totale durante le festività natalizie e chi, invece, pensa che sia ancora necessaria una serrata. “Dovremmo fare un lockdown durante le vacanze di Natale come la Germania, ma gli italiani farebbero la rivoluzione”. Così Nino Cartabellotta, medico e presidente della Fondazione Gimbe di Bologna che analizza i dati della pandemia, facendo presente che “purtroppo non siamo pronti a misure così dure; ma serve un piano rigoroso per ridurre i contatti ed evitare che la terza ondata si innesti direttamente nella seconda”. “Gennaio sarà il mese in cui apriremo le vaccinazioni anticovid, ma il vaccino non arriverà subito per tutti e quindi bisognerà scegliere alcune categorie, e poi ci vorrà un pò di tempo per poter avere le dosi necessarie per tutti” le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, ieri in tv.

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