I suv fatti a pezzi nel capanno controllato dalle telecamere: così agiva la banda dei furti con base a Poggiomarino

Andrea Ripa,  

I suv fatti a pezzi nel capanno controllato dalle telecamere: così agiva la banda dei furti con base a Poggiomarino

Una volta fatti a pezzi, gli scheletri dei Suv venivano fatti sparire. Mentre i pezzi ricavati da quell’insolita attività di «cannibalismo metallico» venivano presi e immessi sul mercato nero dei ricambi d’auto. Ruotava attorno a profitti per decine di migliaia di euro il business scoperto all’alba di ieri dalla guardia di finanza di Giugliano che al termine di un lungo inseguimento sull’asse Mediano, dopo il furto di una vettura, ha scoperto l’ennesimo giro d’affari legato ai furti d’auto concentratisi nell’area a nord di Napoli. Il deposito della banda, tre arresti sono stati effettuati dalle forze dell’ordine, era alla periferia di Poggiomarino. Un capannone organizzato e blindato, sorvegliato con telecamere che monitoravano gli spostamenti e permettevano ai malviventi di poter scappare in caso di pericolo. Tutto messo nero su bianco e segnalato alla procura della Repubblica ieri mattina, quando le forze dell’ordine sono riusciti a mettere le mani sul business dei furti d’auto. I tre bloccati dagli uomini in divisa sono stati denunciati all’autorità giudiziaria, mentre il capannone dove è stato trovato un Suv e altre vetture è stato posto sotto sequestro. E pensare che la scoperta delle fiamme gialle è stata pressoché casuale. Perché a portare i finanzieri al deposito di Poggiomarino sono stati gli stessi autori del furto di un’Audi Q3, di proprietà di un avvocato giuglianese, che hanno insospettito gli inquirenti. Gli uomini della finanza di GIugliano hanno notato il Suv, che era scortato da un’altra vettura, mentre percorreva l’asse Mediano lanciato a folle velocità. Il conseguente inseguimento s’è concluso proprio a Poggiomarino, la base dei malvienti.  All’interno del capannone della banda dei furti d’auto, nonostante la presenza di un sistema di videosorveglianza, sono stati sorpresi tre malviventi – tutti dell’hinterland vesuviano – mentre smontavano l’autovettura rubata poco prima nel territorio giuglianese. Nel deposito c’erano anche dei furgoni. Il blitz ha consentito di recuperare oltre al veicolo rubato, di proprietà di un professionista di Giugliano in Campania, anche numerose centraline appartenenti ad altre autovetture oggetto di furto. Tutto materiale pronto a finire sul mercato nero dei ricambi auto e destinato a fruttare migliaia di euro. Le tre persone finite nel mirino della procura della Repubblica di Torre Annunziata ieri mattina erano anche in possesso di congegni elettronici in grado di inibire le frequenze telefoniche Gps, al fine di rendere inservibili i comuni localizzatori utilizzati dalle compagnie assicuratrici per il tracciamento delle automobili.

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