Torre Annunziata, omicidio mamma coraggio: il narcos pagò un vitalizio al killer

Ciro Formisano,  

Torre Annunziata, omicidio mamma coraggio: il narcos pagò un vitalizio al killer

Per comprare il silenzio del killer gli avrebbe garantito un vitalizio in carcere. Continui bonifici da 500 euro per convincerlo a non aprire bocca sui retroscena ancora non svelati di quel delitto. E’ l’ipotesi investigativa ricostruita, ieri mattina davanti ai giudici della Corte d’Assise di Napoli, nel corso del processo sull’omicidio di Matilde Sorrentino, la mamma coraggio di Torre Annunziata uccisa nel 2004 per aver denunciato i pedofili che abusavano di suo figlio. Un delitto commesso da Alfredo Gallo, l’assassino condannato in via definitiva all’ergastolo per questa vicenda, e commissionato – secondo la Procura di Torre Annunziata – da Francesco Tamarisco, il narcos del rione Poverelli oggi imputato poiché ritenuto il mandante del delitto. In aula, nell’ultima udienza del processo, è stato sentito un maggiore dei carabinieri che ha firmato l’informativa finale sul massacro. L’ultimo atto dell’indagine imbastita dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, il magistrato che ha deciso di riaprire il caso dopo 13 anni di silenzi, squarciando i veli su una delle più terribili storie di sangue che abbiano mai coinvolto Torre Annunziata. Una storia nella quale si incrociano abusi sui minori, vendette, omertà e interessi criminali. Il tutto innestato all’interno dei subdoli codici della camorra. La stessa camorra che decise di uccidere alcuni degli imputati coinvolti nella vicenda della pedofilia. Il maggiore dei carabinieri, nel corso del processo, ha focalizzato la sua attenzione, in particolare, sulle indagini patrimoniali eseguite a carico di Alfredo Gallo. Secondo l’accusa, infatti, Tamarisco avrebbe pagato il silenzio del killer con regali e bonifici nel corso degli anni. La famiglia di Gallo – questa la tesi della Procura ribadita ieri in aula – non avrebbe avuto le possibilità economiche per corrispondere quelle somme di denaro al detenuto. E Tamarisco, di tutti gli imputati coinvolti nel processo sulla pedofilia iniziato a metà anni ’90, sarebbe stato l’unico in grado di poter provvedere a quelle spese. Una tesi che confermerebbe, secondo l’accusa, la ricostruzione dei numerosi pentiti che hanno indicato in Tamarisco il mandante del delitto. Va chiarito che comunque il narcos venne poi assolto, in Appello, dall’accusa di pedofilia. Nel corso del contro-esame la difesa, rappresentata dagli avvocati Rocco Antonio Briganti e Alessandro Pignataro, ha però posto grossi dubbi su questa ricostruzione. Secondo i legali dell’imputato, infatti, gli accertamenti patrimoniali eseguiti non avrebbero ricostruito gli introiti in nero accumulati dai familiari del killer. La difesa, tra l’altro, sostiene che Tamarisco e Gallo non si sono mai incontrati (poiché detenuti a lungo e nello stesso periodo in carcere per diversi delitti). Nella prossima udienza è in calendario la testimonianza di Michele Palumbo, ex killer dei Gionta e ultimo pentito chiamato a parlare. Poi toccherà ai testimoni della difesa.16

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