Isecold, colpo di scena. Sì alle cisterne nel porto

Giovanna Salvati,  

Isecold, colpo di scena. Sì alle cisterne nel porto

Via libera all’ampliamento dell’impianto delle cisterne dei veleni nel porto di Torre Annunziata. La Regione Campania benedice l’opera delle polemiche e consegna alla città l’ennesimo schiaffo. Un’altra sconfitta per chi aveva provato a farsi sentire, per chi per 16 mesi ha atteso sperando e invocando persino l’intervento della Madonna della neve. È stato pubblicato sul Burc della Regione Campania,  il provvedimento che concede il via libera agli imprenditori della Isecold, i fratelli Rocco, noti come i “Re del porto” che hanno il controllo delle attività commerciali gestite dalla loro ditte, potranno iniziare nuovamente i lavori che prevedono la realizzazione di altre due nuovi serbatoi, e quattro baie di carico con un impianto tecnologico per il carico e lo scarico di oli minerali. Inoltre nel progetto messo su carta e allegato al Burc si legge anche che la società intende realizzare uno spazio verde è un ampio parcheggio, ovviamente aree che saranno complementari all’impianto e non accessibili ai cittadini. Cancellato l’ostacolo della Via, la Valutazione di impatto ambientale che la società non ha mai avuto e mai presentato. Sempre nel Burc si legge infatti che «che il 12 dicembre 2019 la Isecold ha provveduto a sanare i difetti riscontrati in sede di verifica documentale, trasmettendo le dovute integrazioni». Eppure quella Via agli atti non esiste. E per la Regione non sarebbe un atto fondamentale. Tutto l’incartamento, in questi 16 mesi, è stato analizzato dalla Commissione Via: l’area dei lavori non ricade all’interno delle zone contigue al Parco del Vesuvio e pertanto nessun vincolo insiste. Ma ancora: per l’istanza dell’Arpac di monitorare falde acquifere, anche questo punto sembra non essere rispettato perché non sono state previste l’utilizzo di acque sotterranee. Poi la benedizione:«l’ampliamento – termina la commissione- non produrrà un impatto negativo significativo sulla qualità dell’aria rispetto a quanto attualmente autorizzato». Insomma due cisterne, quattro o sei per la Regione cambiano poco ormai lo scempio c’è e l’ampliamento non peggiora lo stato di una città che sarà così costretta ad ingoiare ancora una volta un’altra opera scempio.  Inutili le marce, inutili gli appelli e inutile per la città provare ad alzare le barricate. La Regione sembra non voler tornare indietro, gli uffici comunali non possono più bloccare l’opera perché organo minore rispetto alla Regione e la Isecold intanto, secondo indiscrezioni, dopo aver esultato per il verdetto è pronta ad aprire il cantiere già subito dopo l’Epifania. «Il sindaco si preoccupa delle poltrone invece che della sua città e dei cittadini: le cisterne sono l’ennesimo fallimento firmato Ascione».  È il giorno delle reazioni. Il giorno della rabbia e della rivolta. Sono i comitati e le associazioni cittadine, il Comitato per la Salera è il Movimento Civico per Torre ad alzare la voce. Si scagliano tutti contro il sindaco e contro la sua maggioranza. Ma la battaglia, secondo i comitati non si ferma qui: «Stiamo pensando ad una manifestazione che coinvolga tutta la città- concludono – non possiamo aggiungere allo scempio del Sarno anche quello delle cisterne».

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