Tangenti, i corvi dietro l’inchiesta flop contro l’ex assessore di Sorrento

Salvatore Dare,  

Tangenti, i corvi dietro l’inchiesta flop contro l’ex assessore di Sorrento

Ci sono ovviamente i corvi, ancora una volta, dietro l’inchiesta sul presunto giro di mazzette sull’assegnazione delle nicchie al cimitero. Stavolta non si tratta di chiacchiericci o voci in voga sui social.

Si tratta di elementi chiari che vengono fuori dagli atti dell’indagine aperta cinque anni fa carico del geometra Raffaele Apreda, all’epoca assessore al Comune di Sorrento. Tutte le accuse mosse sulla gestione del camposanto nei confronti dell’ex consigliere provinciale dell’Udc, inizialmente indagato per corruzione e falso e dunque archiviato, si sono sciolte come neve al sole perché, come ha rilevato la Procura di Torre Annunziata, non sono stati trovati riscontri concreti a tutte le ricostruzioni fatte sia da alcune segnalazioni anonime sia da una fonte politica – citata nei documenti – che era stata anche ascoltata nel corso dell’inchiesta. Una testimonianza che aveva corroborato l’ipotesi che l’assessore all’epoca incassasse tangenti per “aggiustare” le assegnazioni delle nicchie cimiteriali. Fango, ancora una volta, con Apreda che fu praticamente costretto a dimettersi dall’incarico in giunta a causa dell’avviso di garanzia. La magistratura ha fatto il suo corso, non ha rilevato addebiti sul comportamento dell’ex assessore che tuttora rimane indagato, in una questione privata aperta sempre per corruzione riguardante la gestione del proprio studio tecnico e che non verte sul suo incarico politico. D’altronde Apreda ha detto in tutte le salse di non essere intenzionato, per ora, a tornare in campo né si è candidato alle recenti elezioni Comunali 2020 di Sorrento. I corvi, gente che si nasconde dietro l’anonimato per denunciare senza riscontri magari un avversario politico, sono ormai una triste consuetudine delle vicende amministrative cittadine. Proprio Apreda fu uno dei bersagli di un’indagine per abusivismo edilizio, riguardante un’opera giudicata fuorilegge rinvenuta all’interno di una sua proprietà. Allora l’ex assessore finì sotto processo ma venne mandato assolto poco prima che si tenessero le elezioni amministrative del 2015, quando l’ex esponente dell’Udc raccolse quasi settecento preferenze personali. Degli esposti anonimi se n’è parlato a più riprese anche nel corso dell’ultima consiliatura dell’ex sindaco Giuseppe Cuomo che addirittura, nel 2016, pensò alle dimissioni quando il municipio fu praticamente al centro di numerose inchieste sfociate al rinvenimento di cimici nella stanza della giunta municipale e dello stesso primo cittadino di Sorrento. Quel ritrovamento non ha mai avuto sviluppi né vi sono stati chiarimenti anche alla denuncia fatta allora dall’amministrazione municipale di piazza Sant’Antonino. Cuomo, nel discorso di chiusura del suo ultimo mandato, in sala consiliare, nell’ultima seduta di consiglio comunale, ha rivendicato pubblicamente il fatto di «non essere mai stato indagato». Le forze dell’ordine evidentemente fanno il proprio lavoro indipendente e terzo. Ma è chiaro che a Sorrento la tensione sia alle stelle e si cerchi anche la strada degli esposti anonimi per gettare discredito su chi la pensa diversamente.

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