Abusi edilizi nei lidi di Sorrento, nuovo dossier in Procura

Salvatore Dare,  

Abusi edilizi nei lidi di Sorrento, nuovo dossier in Procura

Una diffida di quattro pagine in cui si chiede a Procura di Torre Annunziata, Tribunale di Napoli, ministero dell’ambiente, Capitaneria di Porto, Soprintendenza e Autorità nazionale Anticorruzione di avviare accertamenti anti abusivismo lungo il litorale di San Francesco e verificare se all’interno degli stabilimenti balneari ci sono opere fuorilegge. Motivo? C’è l’ipotesi di concedere estensioni fino al 2033 delle concessioni marittime. Senza dimenticare, per la verità, l’elemento più importante. Nel 2017, quando vennero effettuati sequestri nei lidi, furono concesse autorizzazioni per proseguire l’attività a patto che entro il 31 dicembre 2020 venisse ripristinato un passaggio pedonale alle spalle degli stabilimenti. Si tratta della stradina che conduce al ninfeo romano situato al di sotto dell’hotel Bellevue Syrene. Il documento è firmato dal coordinatore del movimento civico “Conta anche tu” Francesco Gargiulo, dal responsabile Verdi ambienti e società di Sorrento Salvatore Caccaviello, dal referente locale dell’associazione “I cittadini contro le mafie e la corruzione” Giuseppe d’Esposito e la responsabile dell’associazione “La Grande Onda” Laura Cuomo. La diffida è finita anche sulla scrivania del sindaco di Sorrento Massimo Coppola, del dirigente dell’ufficio demanio marittimo Elia Puglia, del dirigente del settore edilizia privata Alfonso Donadio e della responsabile anticorruzione del Comune Elena Inserra. Le associazioni vogliono chiarezza e indagini. Tutto si lega a una nota dello scorso 7 dicembre con cui si profila «la riattivazione del tavolo tecnico in merito alla redazione di un progetto per l’area antistante la spiaggia di San Francesco, volta all’esecuzione/ripristino di un percorso pedonale o carrabile con piccoli veicoli di sicurezza, postico agli stabilimenti balneari». In tal senso, le associazioni richiamano i permessi di costruire 10, 11, 12 e 13 del 13 maggio 2017, rilasciati ai quattro stabilimenti di Sorrento, «rilasciati per consentire la demolizione e la rimessa in pristino ai fini della conformità urbanistica volta al mantenimento degli stabilimenti balneari con scadenza della validità del titolo concessorio al 31 dicembre 2020». Una data alla quale siamo arrivati. Nella diffida si sottolinea «la completa inattività in merito anche da parte degli uffici comunali nonostante i vari solleciti». Anche per questo, si diffidano tutti «i partecipanti al tavolo tecnico a disapplicare le proroghe alle concessioni demaniali, all’applicazione delle norme conformi all’ordinamento dell’Unione Europea, all’attivazione del procedimento amministrativo per l’assegnazione delle concessioni, alla devoluzione delle opere non amovibili e a non emanare atti ricognitori che possono creare illegittimo affidamenti o aspettative ai concessionari».

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