Cisterne nel porto, Mazzella accusa: “Starita e Ascione, complici del disastro”

Giovanna Salvati,  

Cisterne nel porto, Mazzella accusa: “Starita e Ascione, complici del disastro”

«Trasparenza zero, ipocrisia politica, incapacità. E’ un’amministrazione completamente assente: Ascione sarà ricordato per un’opera, è vero, l’unica: come il sindaco delle cisterne, in una sola parola, vergognoso». A lanciare la durissima accusa è Orfeo Mazzella, leader degli attivisti e componente del comitato Insieme per Torre che, dopo la notizia del via libera della Regione Campania all’ampliamento dell’impianto delle cisterne dei veleni nel porto di Torre Annunziata, non si arrende. «È stata una sorpresa sapere del via libera e leggere, poi, un decreto dove ci sono decine di perplessità – dice – soprattutto dopo aver partecipato su nostra richiesta ad un consiglio comunale monotematico per discutere sulla vicenda e dal quale siamo usciti, associazioni, maggioranza e minoranza, tutti compatti e convinti di aver fermato l’opera. Ma poi scopriamo dagli atti che il Comune non ha fornito alcuna osservazione, anche la più semplice, che avrebbe di fatto messo in discussione tutto: un comportamento in pieno stile di Ascione e della sua ipocrisia politica». Mazzella è arrabbiato e come gli altri cittadini si dice un «animale ferito che però non si ferma. Ora studiamo gli atti e presto saprete cosa abbiamo in mente». Il timore più grande però non è la realizzazione di altre due cisterne, ma nell’ampliamento che «potrà arrivare fino a dieci altri serbatoi. Questo vuol dire rendere io nostro porto e la spiaggia della Salera completamente di proprietà del suo re, Rocco e i suoi fratelli che avendo una concessione di 30 anni, continueranno a cancellare il progetto di porto turistico». Mazzella si sente tradito da chi è diventato sindaco per “difendere la città”. «Ascione non venga a raccontare la favoletta che dobbiamo conviverci, deve solo vergognarsi per non aver difeso la sua città e per il fatto che la mortifica ogni giorno, sempre di più, sempre più in basso». Mazzella sa però che l’opera scempio porta la doppia firma ovvero quella di Giosuè Starita. «L’apertura della bretella non è stata infatti un caso, ma finalizzata a rendere più agile l’accesso al porto dei camion per la società senza passare per la città e agevolare quindi l’imprenditore. E’ stata un’opera finalizzata a uccidere il porto definitivamente: non mi si venga a raccontare di progetti di valorizzazione e di turismo». Sulla stessa linea i rappresentanti sindacali tra i quali la Cisl che spiega «Ormai non ci meravigliamo nemmeno più del comportamento del sindaco, ci siamo abituati e come non averlo seppure su questioni così delicate su permette il lusso di liquidare con un «ci dobbiamo convivere», sicuramente avrà piacere a vedere cisterne di idrocarburi, e tornare indietro anni luce mentre si lavora tanto per il green -dice Matteo Vitagliano – ormai questa città ha un destino maledetto e la sua classe politica continua a danneggiare e peggiorare la situazione».

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