Pompei: permessi facili all’Utc. Si allarga l’inchiesta

Salvatore Piro,  

Pompei: permessi facili all’Utc. Si allarga l’inchiesta

Permessi “facili” all’ombra degli Scavi, emergono i primi retroscena dell’inchiesta. Un’indagine partita da lontano. Ovvero dai controlli svolti sui chioschi di via Roma, nel luglio scorso, dai carabinieri della stazione di Pompei diretti dal maresciallo Angelo Esposito. Un’inchiesta che, adesso, potrebbe travolgere vecchi funzionari e tecnici. E, forse, anche ex dirigenti del Comune.

Il blitz effettuato due giorni fa a Palazzo de Fusco dai militari del Nucleo operativo, piombati negli uffici Suap, Ufficio Tecnico, e al Comando della polizia locale per acquisire concessioni e vecchie licenze, rilasciate anche per l’esercizio di attività commerciali in zona Scavi di Pompei, sarebbe solo la punta di un grosso iceberg. Un fascicolo d’indagine, attualmente contro ignoti, è già stato aperto in Procura.

Autorizzazioni per occupare il suolo pubblico rilasciate forse, negli anni passati, “chiudendo un occhio”, oppure in maniera “sospetta”. “Licenze” per l’esercizio di attività commerciali e private che – secondo i primi retroscena dell’indagine – “non potevano più esistere. E già da anni”. Tutto – secondo gli inquirenti – sarebbe accaduto a vantaggio dell’antica “casbah” fatta di chioschi, negozi di souvenir e gadget per turisti, bar e locali che circondano l’intero, ricco e oggi deturpato perimetro del territorio comunale che circonda gli Scavi.

Il primo blitz dei carabinieri di Pompei, a via Roma e in piazza Immacolata, scatta a luglio scorso: controlli a tappeto per verificare la regolarità delle licenze. Ma nessun sequestro, poche multe. E’ solo un modo per “sondare” il terreno. I veri controlli “raccontano” invece di 3 date chiave. E’ il 3 agosto 2020 quando i carabinieri decidono per la stretta sulle bancarelle e sui chioschi ritenuti abusivi nei pressi del Parco Archeologico di Pompei. Il blitz scatta di mattina, alle 11, e in collaborazione coi militari del posto fisso Scavi. I carabinieri verificano il possesso, da parte di ambulanti e imprenditori, dei regolari permessi per l’occupazione del suolo pubblico.

La seconda task-force si chiude stavolta con 19 multe per un totale di circa 5mila euro. Tra gli illeciti contestati spiccano, principalmente, le occupazioni abusive di suolo pubblico, le affissioni e le esposizioni di insegne e di pubblicità abusive. Il 13 agosto, dieci giorni dopo, tocca pure ai “chiammisti”. Quelli che, per intenderci, accaparrano i visitatori nella casbah di nessuno fuori agli Scavi. Il loro compito è di favorire il parking presso pizzerie e ristoranti della zona, ma in estate i chiammisti di Pompei finiscono per essere accusati di petulanza e multati per oltre mille euro. L’ultima tappa dell’inchiesta risale al 18 agosto scorso. Altro blitz dei carabinieri, nuova ricognizione dei permessi e delle licenze pubbliche concesse soprattutto a via Roma e in piazza Immacolata, l’area antistante l’ingresso principale degli Scavi: i militari riscontrano diverse anomalie e chiudono le indagini. Il fascicolo che scotta è adesso in mani ai pm della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

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