Assalto ai bonus spesa a Torre Annunziata: presentate 2.000 domande, via ai controlli

Giovanna Salvati,  

Assalto ai bonus spesa a Torre Annunziata: presentate 2.000 domande, via ai controlli
Il Comune di Torre Annunziata

Torre Annunziata. Duemila domande per ricevere il bonus spesa. È il dato che spunta dall’ufficio delle politiche sociali che nei giorni scorsi ha pubblicato l’avviso per la presentazione delle domande per poter ricevere i bonus spesa. Ancora una volta un dato numerico che sottolinea quanto in città ci sia una fetta di popolazione che versa in condizioni disagiate, che hanno bisogno di sostegno ed assistenza, una fetta di cittadino troppo spesso dimenticati dalle istituzioni.

I bonus spesa rappresentano una manna dal cielo soprattutto in un momento di emergenza come quello che da marzo ad oggi sta vivendo la città di Torre Annunziata come le altre, a causa della pandemia. Le domande inviate agli uffici saranno analizzate nelle prossime ore e l’obiettivo dei comunali è quello di evadere tutte le richieste prima delle festività natalizie ma per ora sembra una corsa contro il tempo. Un lavoro faticoso soprattutto dopo l’ultima esperienza negativa che ha visto centinaia di persone presentare attestazioni false pur di ottenere il bonus. La guardia di finanza ne ha scovati circa 200 che avevano presentato domande false pur di ottenere il contributo ma che ora sono costrette a restituirlo oltre che risponderne penalmente.

Alle duemila domande però si aggiungono anche le centinaia di richieste che sono state inviate alle chiese, alle attività che si occupano di volontariato e in particolare si sacerdoti che hanno aderito all’iniziativa del pandoro solidale o del villaggio di Babbo Natale, eventi che hanno permesso di raccogliere prodotti spesa in tutti i supermercati che hanno aderito all’iniziativa e che saranno distribuiti alle famiglie. Una parte sarà invece donata alla mensa di don Pietro Ottena, dopo l’appello del parroco don Pasquale Paduano che ha chiesto alimenti per garantire pasti caldi anche nei giorni delle festività natalizie quando parti mensa resterà aperta per le oltre 80 persone che ogni giorno sono in fila per sfamarsi. Insomma un Natale triste per chi non potrà permettersi i tradizionali cenoni e soprattutto non ha un tetto dove dormire.

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