Caso Casertana: positivi due dei giocatori che sono scesi in campo

Redazione,  

Caso Casertana: positivi due dei giocatori che sono scesi in campo

E’ scesa in campo con due giocatori positivi al Covid la Casertana, nella gara con la Viterbese giocata ieri allo stadio Pinto di Caserta. E’ emerso a fine gara, poco dopo le 20, quando sono arrivati i risultati dei tamponi molecolari cui erano stati sottoposti gli atleti nell’immediato prepartita. Il sindaco di Caserta Carlo Marino ha chiesto una relazione all’Asl circa l’attività svolta dal Dipartimento di Prevenzione, quindi potrebbe rivolgersi alla Procura, così come annunciato sulla propria pagina facebook. Anche i legali della Casertana si stanno muovendo, “perché il diritto alla salute non è stato tutelato”, spiega il presidente del club di Lega Pro Giuseppe D’Agostino, ancora rammaricato e arrabbiato per quanto avvenuto ieri allo stadio Pinto di Caserta. Da parte sua, la Lega Pro fa presente che “con l’ok dei medici c’e’ un regolamento da seguire”. E la Viterbese ribadisce “la propria condotta, totalmente volta al rispetto delle regole e dei protocolli vigenti”.

“Alla Lega – spiega D’Agostino – avevamo comunicato che i tre giocatori febbricitanti erano stati sottoposti al tampone molecolare nell’immedito pre-gara, chiedendo quindi di posticipare la partita alle 21, in tempo utile per poter avere l’esito dei test dall’Asl. Ma non ci hanno ascoltato, e la partita con la Viterbese è iniziata comunque, ed è stata ovviamente una farsa”. I tre giocatori erano risultati negativi al ciclo di tamponi molecolari effettuati il sabato, ma comunque presentavano dei decimi di febbre, così nell’immediato prepartita, intorno alle 16.15, ovvero quarantacinque minuti prima dell’inizio del match, previsto per le 17.30, sono stati sottoposti, su richiesta del medico della Casertana, al tampone molecolare da parte dell’Asl. A questo punto la Casertana ha chiesto di posticipare il fischio d’avvio di alcune ore, ma la richiesta non è stata accettata.

La gara con la Viterbese è iniziata regolarmente tre quarti d’ora dopo l’orario originario, alle 18.15. “Ieri c’erano quei dati e su quei dati si è giocato – sottolinea il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli – ma un tampone può essere negativo ora e dopo qualche ora un altro è positivo. Essendoci il medico della società, io credo che abbia valutato la cosa. Mi piange il cuore, va premesso che a mio giudizio una cosa così non dovrebbe mai succedere, le società avevano la possibilità di richiedere il rinvio di comune accordo; l’unica certezza è l’applicazione del regolamento”. Peraltro la Casertana aveva cercato in un primo momento, ma invano, di accordarsi proprio con la Viterbese per il rinvio del match; ora in vista della partita di mercoledì 23 dicembre in casa della Juve Stabia, D’Agostino afferma che “se le cose non dovessero cambiare, scenderemo in campo in otto, continuando questa farsa. Ma mi aspetto che intervenga l’Asl di Caserta, dichiarando l’esistenza di un cluster. E’ evidente che alla Casertana c’è un focolaio: abbiamo ormai 17 atleti positivi su 28, con altri tesserati inoltre fuori per infortuni gravi.

Se un dipendente di un’azienda risulta positivo, l’azienda viene chiusa per 20 giorni. La Casertana invece è costretta a giocare” conclude. Ma Ghirelli evidenzia che “la Lega Pro ha recepito il regolamento Uefa, che prevede che si gioca se il club abbia almeno 13 calciatori in rosa, compreso un portiere, non colpiti da Covid-19; in tale conteggio devono essere considerati squalificati e infortunati. Questa regola nel corso della stagione è già stata già applicata in varie occasioni, vedi Palermo e Catania dello scorso 9 novembre”. “Dalla ragione siamo passati al torto dal punto di vista mediatico – le parole del presidente della Viterbese, Marco Arturo Romano – La Casertana ha gridato allo scandalo in quanto noi non avremmo dovuto giocare la partita. Ma non è una situazione che dipende dalla Viterbese. Cosa avremmo dovuto fare? Non giocare e perdere a tavolino? Mi sembra una cosa assurda”.

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